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Toscana: Consiglio regionale, spazio ai materiali riciclati dell'artista Di Lazzaro

Cronaca

Firenze, 7 giu. - (Adnkronos) - Gia' negli anni Settanta la sua ricerca artistica ruotava attorno ai materiali di recupero, tanto che fin da subito ha utilizzato, per tele e tavole, elementi e materie in genere estranee al mondo dell'arte, come trucioli, segatura, yuta e vernici di risulta provenienti dal microcosmo delle carrozzerie. E cosi' fa ancora oggi, a cinquant'anni e piu', incurante del fatto che la sua arte, come egli stesso dice, ''a Livorno, dove sono nato e vivo, non sempre viene capita perche' al di fuori della tradizione e dell'eredita' artistica della citta'''.

Il pittore e scultore Gianfranco Di Lazzaro, titolare assieme al fratello Massimo di un'autorimessa a due passi dal mare nel rione di San Jacopo, quello dell'Accademia navale, e' un artista sicuramente sui generis. Mescola il lavoro nel garage di famiglia con la creazione artistica. E quello che ne viene fuori, come evidenzia la critica d'arte Francesca Maccarone, e' una produzione in cui ''colore e materia trovano un nuovo significato'', un'arte in cui ''la vernice viene spruzzata sulla tela con la pistola ad aria compressa'' e dove sono riprodotti ''oggetti reali'' a partire dall'idea che ''la forma viene creata attraverso i contorni sfumati, in contrasto con l'omogeneita' della stesura che si ha sullo sfondo'' con la conseguenza che ''l'effetto e' l'irrealta''' quasi che ''gli oggetti di uso comune siano copie della realta' in una dimensione onirica''.

Una mostra delle opere del pittore Di Lazzaro, suggestivamente intitolata ''Iniziando dalla fine'' perche', come egli sottolinea, ''la materia prima delle mie opere sono oggetti recuperati, trovati, gettati via, finiti'', e' in corso, fino a lunedi' 13 giugno, a Palazzo Bastogi, una delle sedi del Consiglio toscano, a Firenze. (segue)

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