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Batterio killer, sale il bilancio delle vittime. "Non ha senso fare altri controlli in Italia"

Esteri

Roma, 7 giu. - (Adnkronos/Adnkronos Salute) - Due nuovi morti per il batterio killer sono stati annunciati oggi dalle autorità della Bassa Sassonia, portando a 23 - secondo l'Ecdc (European Center for Disease Prevention and Control)- le vittime della epidemia di e.coli che ha colpito il nord della Germania. I casi di infezione, secondo l'ultimo bollettino (aggiornato a questa mattina) dell'Ecdc sono arrivate rispettivamente a 1.755 per l'E. coli (Ehec) e a 674 casi per la sua temuta complicanza, la sindrome emolitica uremica (Seu).

Intanto continua il mistero sull'origine dell'infezione, dopo che ulteriori test ad Amburgo hanno nuovamente scagionato i germogli di soia. I primi test effettuati ieri su campioni prelevati dal coltivatore di germogli di soia in Bassa Sassonia che era finito al centro dei sospetti avevano dato esito negativo. I ricercatori si chiedevano però se non fosse possibile che la partita infetta fosse già stata consumata. Oggi vi è stata però la prova definitiva: una delle vittime dell'infezione aveva comperato due confezioni di germogli di soia, ma ne aveva consumata una sola. L'altra era rimasta nel fondo del frigo per due settimane e, per quanto non più commestibile, è stata prelevata per le analisi. Ma queste hanno dato oggi esito negativo, come ha confermato Cornelia Pruefer-Storcks, ministro della Sanita' del land di Amburgo. Erano state le autorita' della Bassa Sassonia ad affermare domenica che i germogli di soia erano sospettati di veicolare il batterio killer.

Un primo caso sospetto di infezione da E. coli è stato registrato anche in Canada. In un comunicato Arlene King, responsabile sanitario dell'Ontario, ha precisato che si tratta di un uomo, residente nella regione di Peel, che aveva viaggiato di recente in Germania. Qui il paziente, di cui non sono state rese note le generalità, ha consumato prodotti alimentari locali. Per i risultati definitivi occorrono ancora alcuni giorni, ha precisato la King, ma i test preliminari "confermano la presenza di una tossina compatibile con l'epidemia europea". Il paziente è stato dimesso dall'ospedale la scorsa settimana.

"Per capire se c'è stata una ricombinazione spontanea o se è avvenuta in laboratorio, bisogna fare controlli a tappeto sugli stabilimenti di produzione", ha detto dal canto suo il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che riferirà in Senato domani. "Le autorità tedesche stanno andando a vedere i buoi usciti dalla stalla - ammonisce - ma secondo me bisogna andare a vedere le stalle, cioè controllare gli stabilimenti di produzione. Questo è il modo di investigare e questa - sottolinea - è stata la strada seguita, ad esempio, da Ilaria Capua per tracciare il virus dell'aviaria".

In Germania c'è stata confusione sul nuovo batterio, sostiene Fazio in risposta a una domanda dei cronisti sulla gestione della vicenda da parte delle autorità tedesche. "Non lo dico io che c'è stata confusione - sottolinea il ministro - basta vedere la prima pagina dei giornali tedeschi".

In ogni caso, "non ha alcun senso non mangiare frutta e verdura e non ha alcun senso fare ulteriori controlli in Italia, ad eccezione di quelli di routine". E invita alla calma: "Non paragoniamo questa epidemia all'H1N1 perché sono due cose completamente diverse. Questa - conclude - non si propaga da persona a persona".

Intanto la Commissione europea proporrà oggi al Consiglio straordinario agricoltura a Lussemburgo aiuti per circa 150 milioni di euro agli agricoltori colpiti dalla crisi del batterio killer. Lo ha annunciato il commissario all'Agricoltura Dacian Ciolos al suo arrivo alla riunione. Per il ministro per le Politiche agricole Saverio Romano questi aiuti sono "insufficienti" se l'incertezza sulla fonte del contagio continua. "Temo che sia una misura insufficiente e temo che saremo richiamati nuovamente a discutere compensazioni se non addirittura con uno stato di crisi del comparto se non sarà individuata immediatamente la provenienza del batterio stesso", ha sottolineato il ministro. Ma per il momento l'emergenza e.coli "non credo sia gestita al meglio", ha asserito preoccupato Romano, spiegando che l'Italia oggi chiederà in sede di Consiglio Ue a Lussemburgo non solo compensazioni per i produttori di ortofrutta ma anche "l'intensificazione dei controlli" in particolar modo in Germania dove nell'ultimo anno ci sono verificate anche la crisi delle uova alla diossina e della mozzarella blu.

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