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Thailandia: re al posto di politici corrotti, 100mila chiedono ritorno monarchia

Esteri

Bangkok, 8 giu. - (Adnkronos/Aki) - Oltre centomila persone hanno firmato una petizione mirata a ridare poteri esecutivi al re in Thailandia. L'organizzazione artefice dell'iniziativa, il 'Royal Power Restoration Network', sostiene che i problemi del Paese sono riconducibili alla lotta politica e che solo il ritorno alla monarchia assoluta potra risolverli. 'Prachatai', giornale locale online, riporta che il gruppo ha gia' sottoposto la petizione alla segretario del re Bhumibol Adulyadej due giorni fa, ma che l'iniziativa sta continuando. Secondo quanto si legge, la petizione contiene 104.136 firme, ma l'obiettivo finale del Network e' di raccoglierne almeno 630mila, ovvero il 10% della popolazione nazionale.

Fah-ngai Asoke, uno dei leader del gruppo, ha detto che ''l'iniziativa e' partita nel giugno del 2010 e continuera' fino a quando la crisi sociale del Paese non sara' risolta''. Il promotore ha inoltre sottolineato che ''fino ad ora solo politici corrotti e immorali sono stati eletti al potere e questo non e' un modo per risolvere i problemi della nazione''.

La petizione e' la decima presentata da parti civili negli ultimi anni per restaurare la monarchia assoluta in Thailandia, convertita in monarchia costituzionale nel 1932. Il re Bhumibol, in ogni modo, e' riverito dalla stragrande maggioranza della popolazione e possiede un forte ascendente nella vita politica del paese nonostante la mancanza di poteri specifici. Giocando anche sulla popolarita' di Bhumibol, al trono da 65 anni, Fah-ngai Asoke dice che ''questa volta potrebbe essere la volta buona, soprattutto se la petizione e' sostenuta dal 10% della popolazione''.

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