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Cinema: Pieraccioni, 'Finalmente la felicita'' e la paternita' sul set al Forte Village (3)

Spettacolo

(Adnkronos/Cinematografo.it) - Oltre la paternita', Pieraccioni passa in rassegna la sua filmografia recente, con un'avvertenza: ''Quando il critico inizia a incuriosirsi, il pubblico inizia ad annoiarsi'', e una linea guida: ''I miei film devono funzionare: e' la regola del divertimento. Io & Marilyn, viceversa, non era divertimento puro, ma come mi ha detto qui un cliente c'e' tanto bisogno di ridere''. D'altronde, Pieraccioni ride e prova a far ridere sul set, ma quando non scrive per il cinema le cose cambiano: ''I miei racconti sono di una tristezza immane, come mi dice Guccini, e io forse sono piu' malinconico che solare, come dice la mia fidanzata''.

Dei suoi attori, sottolinea per l'esordiente Romero e le altre bellezze esotiche giu' impiegate ''la spontaneita' di ragazze che non sanno perfettamente quel che fanno fino a film finito'': ''Lo desideravo tanto - ribatte la Romero - e spero sia la prima e non ultima mia prova cinematografica''. Ma ne ha anche per Alves: ''Che lei preferisca me a Thyago lo rende un film di fantascienza'', ironizza, mentre l'attore, alla seconda prova dopo Il compleanno di Marco Filiberti, giura che non rifarebbe piu' l'Isola dei Famosi: ''Devi passare settimane con gente con cui non staresti nemmeno un'ora''.

L'ultima parola a Pieraccioni, che non portera' mai nessuno dei suoi malinconici racconti sullo schermo perche' ''sono un amante della commedia'', ma potrebbe fare un'eccezione ''per la storia di una ex rockstar che uccide una popstar: per il ruolo, penso a Pino Scotto (pittoresco cantante heavy metal italiano, Ndr) oppure a Sean Penn in falsetto?''.

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