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Rc Auto, ancora boom dei prezzi: +6%. Isvap: "Bonus-malus non funziona"

Economia

Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - I prezzi medi della Rc auto sono cresciuti in media del 6% nel primo trimestre del 2011, mentre nell'intero 2010 sono aumentati del 4,5%. I dati sono contenuti nella relazione annuale dell'Isvap.

"Nel 2010 le tensioni sul mercato sono state ancora molto forti -spiega il presidente Giancarlo Giannini- La gestione tecnica del settore - rapporto sinistri-premi - e' migliorata, ma cio', e' avvenuto scaricando sui prezzi l'onere dei maggiori costi. La raccolta premi Rc auto infatti e' cresciuta del 4,5% in valore e cio', in presenza di una sostanziale invarianza del parco veicoli, significa che sono i prezzi ad agire da elemento propulsivo". "La tendenza e' proseguita anche nel primo trimestre di quest'anno -spiega Giannini- con un ulteriore incremento del 6% del valore dei premi raccolti".

"La situazione più volte denunciata - afferma il presidente dell'Isvap - non ha quindi mostrato segnali di inversione di tendenza". Per questo l?Autorità ha deciso di "dare un forte segno di discontinuità, avviando un percorso in direzione di una riforma del settore". In particolare si sta studiando una riforma del sistema bonus-malus, "che non riesce più a funzionare da corretto meccanismo selettivo per la formulazione di premi equilibrati ed equi; e ciò non solo per la sua vetustà ma soprattutto per le distorsioni dovute a regole interne di ciascuna compagnia nella trasposizione dalla classe universale alle proprie classi di merito".

Sui continui aumenti dell'Rc auto si muove anche l'Antitrust. "Stiamo studiando il fenomeno ed esamineremo i primi risultati dell'indagine conoscitiva - afferma Antonio Catricalà -. Le considerazioni le presenteremo al Parlamento".

L'Isvap lancia poi un allarme anche sul fronte di banche e mutui. "Le commissioni sulle polizze legate ai mutui sono ancora abnormi" denuncia Giannini. "Per la tutela dei consumatori -in particolare di quelli che avendo necessita' di ricorrere a mutui e finanziamenti sono di fatto 'obbligati' a stipulare in abbinamento polizze vita e danni offerte dagli stessi enti finanziatori- resta infatti di fondamentale importanza disciplinare il fenomeno ed evitare che la posizione contrattuale assunta dall'ente finanziatore si traduca in oneri ingiustificati per il cliente".

Dai dati appena acquisiti dall'Isvap emerge che il mercato di questo tipo di polizze e' cresciuto a 2,4 miliardi dai 2 miliardi della precedente rilevazione del 2008 e che le banche sono i principali distributori di queste polizze (la loro quota di mercato e' salita dal 60 al 79%). Sul piano dei costi invece emerge solo una leggera flessione dell'aliquota media delle commissioni (dal 46 al 44%) con punte fino al 79%.

Per Giannini e' quindi necessario arrivare presto ad un provvedimento che tuteli i consumatori. "E' uno di quei casi in cui la semplice trasparenza non e' sufficiente a tutelare i consumatori -dice Giannini- l'impegno e' di arrivare a una soluzione del problema: se non ci si arrivera' si trattera' di una sconfitta per le famiglie e per quanti hanno bisogno di un mutuo".

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