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Firenze: da domani in mostra i giganti tatuati di Rabarama (2)

Cultura

(Adnkronos) - Se l'avventura creativa di Rabarama puo' dividere la critica con le sue policrome interpretazioni della figura umana (Body Art, Performance Art) intesa come vetrina di un ineluttabile Dna esistenziale, altrettanto certo e' il favore del pubblico, che nella Public Art di questi ipnotizzanti androgeni tatuati trova istintivamente e ovunque immediati stupori e consonanze, insieme ai fili di quell'impellente dialogo interiore che l'uomo non cessa di avere con se stesso.

Le sculture sono quasi tutte di gran formato. Alcune, per lo piu' in bronzo dipinto, appartengono a serie ormai celebri: da ''Co-stell-azione'' a ''Trans-calare'', da ''Bozzolo'' a ''Trans-lettera'', da ''Re-cinta'' a ''Ri-nascita''. Altre, inedite, rappresentano invece l'ultima metamorfosi di una ricerca ormai ai confini della metafisica e sono soprattutto in bianco marmo di Carrara: la testa di ''Tadashii'', le figure femminili di ''Alveoli'' e ''Lettere Implose'', con alcuni oli su tela (Trans-iguana) ad appiattire l'alveare umano su due sole dimensioni.

Di Rabarama ben si conoscono dettagli biografici e ascendenze artistico - culturali: il nome anagrafico Paola Epifani, la nascita a Roma nel 1969 da genitori artisti, il trasferimento giovanissima in Veneto, l'innato talento per la scultura rivelato fin da piccola, gli studi specifici e, dagli anni Novanta, la collaborazione con la padovana Galleria Vecchiato, grazie alla quale sviluppa una personale ricerca filosofico-estetica di stretta impronta determinista, sorretta da capacita' tecniche del tutto non comuni ed esplicita fin dalla scelta della griffe. (segue)

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