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Firenze: da domani in mostra i giganti tatuati di Rabarama (3)

Cultura

(Adnkronos) - Rabarama, in sanscrito, significa appunto 'segni divini' o 'segni della divinita''. Nel senso che la rete di geroglifici, geometrie, puzzle e lettering con cui l'artista tatua le sue figure asessuate, altro non sono che i misteriosi simboli delle regole primordiali in cui l'umanita' e' eternamente imprigionata. Rispecchiano, per altri versi, le combinazioni, varieta' e labirinti mentali in cui si materializza la multiforme complessita' dell'io. La scultura diventa body painting e viceversa, in una stessa, identica poesia, declinata con sensibilita' tutta femminile. Nella cornice di Firenze il nuovo umanesimo di Rabarama sposa l'umanesimo del Rinascimento.

Ha affermato Luca Beatrice: ''Derivando i suoi canoni formali dalla scultura 'classica' del XX secolo, fatti risiedere nel romanticismo di Rodin fino alle forme piu' sintetiche di Marino Marini, Rabarama sceglie la figurazione per meditare un concettuale rivisitato alla luce della forma conclusa, il corpo modellato inteso come pelle su cui incidere le contraddizioni dell'uomo svuotato e omologato, in crisi con il suo stesso esistere, colui che abita l'universo contemporaneo?I corpi fisici diventano corpi d'arte. Rabarama costruisce un nuovo ponte tra performance e scultura, invadendo la seconda dei valori della prima''.

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