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Olanda: 96enne confessa delitto del 1946, pensavo fosse collaborazionista

Esteri

Amsterdam, 9 giu. (Adnkronos/Dpa) - Dopo 65 anni, una anziana signora olandese di 96 anni ha confessato un delitto che aveva compiuto nell'immediato dopoguerra, nell'errata convinzione che la sua vittima avesse collaborato con i nazisti. L'uomo ucciso era Felix Gulje, un noto imprenditore edile che allora stava per entrare in politica. Il suo omicidio, rimasto irrisolto, aveva profondamente scioccato l'opinione pubblica olandese.

La soluzione del mistero e' arrivata in una lettera indirizzata al sindaco di Leida, Henri Lenferink. L'anziana donna, Atie Ridder-Visser, ha raccontato di essersi presentata a casa di Gulje la mattina del primo marzo 1946 con il pretesto di consegnare una lettera e di aver sparato al petto della sua vittima. Durante la guerra, Gulje era stato accusato di aver collaborato con i nazisti e la Visser, che aveva militato nella resistenza, aveva deciso di voler fare giustizia. Ma in realta', durante l'occupazione nazista, Gulje aveva nascosto a casa sua alcuni ebrei e offerto la sua casa per incontri segreti di un gruppo cattolico messo al bando .

Dopo l'omicidio, Atie Visser si trasferi' in Indonesia, dove si sposo'. La donna, che non ha avuto figli, e' poi tornata a vivere in Olanda. Il sindaco di Leida l'ha incontrata due volte dopo aver riceuto la lettera. Le sue parole, assieme ad un esame degli archivi storici, l'hanno convinto che la donna aveva raccontato la verita'. Ai giornalisti, Lenferink ha detto di lasciare in pace la Visser, date le sue fragili condizioni di salute. Ha voluto tuttavia sottolineare che il delitto, per il quale l'anziana donna prova rimorso, e' assolutamente da condannare.

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