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Batterio killer, sale il bilancio: trenta morti. Scoperta variante in barbabietole olandesi

Cronaca

Roma, 9 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute/Ign) - Le autorità locali e nazionale stanno collaborando bene, ma è "molto complicato" individuare l'origine del batterio killer che ha provocato finora la morte di 30 persone in Germania. Per la prima volta Angela Merkel interviene sulla vicenda dell'epidemia di infezione di E.coli, difendendo la gestione della crisi dalle critiche arrivate in questi giorni alle autorità tedesche e dei singoli lander più colpiti. La cancelliera tedesca è intervenuta in una riunione per discutere dell'emergenza con i capi dei governi dei diversi stati federali . Ed ha assicurato di essere convinta che questi stanno facendo tutto il possibile per affrontarla.

"Le autorità tedesche ipotizzano dal 5 giugno che alla base dell'epidemia di E. coli possa esserci il consumo di germogli vegetali di erba medica, lenticchie, fagioli azuki e fieno greco prodotti in uno stabilimento nei pressi di Amburgo. Per questo motivo, l'attività produttiva dello stabilimento è stata sospesa" ha detto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in un'informativa nell'Aula del Senato, spiegando che i germogli di soia sono stati additati senza motivo come causa dell'epidemia, perché in realtà sono appunto di erba medica, lenticchie, fagioli azuki e fieno greco.

L'ipotesi "sembra dotata di un certo fondamento", ha aggiunto Fazio, anche se "i primi esami di laboratorio sui campioni prelevati nello stabilimento hanno dato esito negativo. Altre analisi sono in corso a Berlino. Questa mattina una variante del batterio è stata scoperta in germogli di barbabietole olandesi esportati in Germania e Belgio".

Il ministro ha poi spiegato che i Nas stanno effettuando controlli sui produttori e importatori di semi per la produzione di germogli vegetali nel nostro Paese. Si tratta "di controlli aggiuntivi rispetto ai normali controlli che avvengono in Italia, oltre 450mila l'anno. Il nostro è uno dei Paesi più sicuri al mondo. Alcune associazioni di consumatori e alcuni parlamentari hanno chiesto l'adozione di ulteriori misure cautelari da parte del Governo, come il blocco delle importazioni di prodotti ortofrutticoli dalla Germania''.

''Si tratta - precisa - di misure cautelari non necessarie per due motivi: l'infezione è localizzata nell'aria nord della Germania e questo tipo di infezioni, a differenza dell'epidemia influenzale, rimane confinata nell'area in cui si è manifestata, in secondo luogo le normali norme igieniche (lavaggio delle mani e della frutta e verdura) sono sufficienti, anche in caso di presenza di questi batteri altamente aggressivi, a escludere anche il minimo rischio".

Nella Penisola, finora, "non si è registrato alcun caso di infezione, né tra i cittadini né tra turisti provenienti dalla Germania. Se anche accadesse, non rappresenterebbe un problema perché l'Italia è pronta a circoscrivere l'infezione - assicura Fazio - il nostro Paese e le nostre strutture sanitarie sono state immediatamente attivate per indagare e arginare il fenomeno".

Apprezzamento per il lavoro svolto dall'Italia ha espresso il commissario europeo alla Salute John Dalli, che oggi ha visitato, insieme a Fazio, i laboratori dell'Istituto Superiore di Sanità, dove è stato messo a punto il test rapido per l'identificazione del nuovo batterio. "L'Italia ha dato un notevole contributo in questa crisi nata in Germania" sono state le parole del commissario, che ha sottolineato come il contributo dell'Italia sia stato fondamentale grazie soprattutto "a questo metodo che ha permesso di identificare il batterio in 48 ore invece di sei giorni. Questo ci ha aiutato e ci aiuta ancora".

"La contaminazione da E.coli in Germania continua - ha detto Dalli - E' ancora localizzata ma l'emergenza non è finita: abbiamo anche oggi indicazioni di nuove infezioni. Stiamo comunque facendo tutto il possibile per controllare questa crisi".

Intanto, altre due persone sono state contaminate in Svizzera dallo stesso ceppo del batterio E.coli che si è diffuso nel nord della Germania. Come nei precedenti tre casi, le persone sono in condizioni stabili e non hanno sviluppato complicazioni. In tutti e cinque i casi i malati "avevano soggiornato in Germania prima che cominciasse l'epidemia", ha indicato oggi l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).

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