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Santoro: "Nessuna firma con altri editori. Pronto a tornare per un euro a puntata"

Spettacolo

Roma, 9 giu. (Adnkronos/Ign) - ''Io non ho ancora firmato con nessun altro editore, quindi da domani sono disponibile teoricamente per un euro a puntata nella prossima stagione''. Lo ha detto Michele Santoro, rivolgendosi al presidente della Rai, Paolo Garimberti, nel corso dell'anteprima dell'ultima puntata di 'Annozero' in onda su RaiDue.

''Nell'accordo che ho firmato con la Rai c'è scritto a lettere maiuscole che posso continuare a collaborare con l'azienda, anche da domani'', ha sottolineato il conduttore. E ha aggiunto: ''Allora mi piacerebbe che lei prendesse pubblicamente una posizione: questa trasmissione la volete o non la volete?''.

''Ma se la mia andata via dalla Rai -ha continuato- serve ad evitare il bombardamento di tutto quello che rende grande il servizio pubblico, da Fazio a Gabanelli, allora preferisco andare via''.

Durante l'anteprima il giornalista ha sottolineato: ''C'è una cosa che più di tutte ha urtato la mia sensibilità: che io fossi in onda solo perché i giudici lo avevano deciso, e questo mentre 'Annozero' sfondava tutti i record d'ascolto. Io non voglio più essere in onda perché lo decidono i giudici''.

''Se avesse vinto la Cassazione -ha aggiunto il conduttore- per me sarebbe stata una sconfitta, perché nessuno avrebbe riconosciuto che ero in onda perché sono della Rai. Io -ha ricordato Santoro- sono della Rai. Il Cda della Rai è della Rai?''

''All'annuncio di un nostro passaggio a La7 -ha proseguito- il titolo ha guadagnato il 20% in un giorno. Per molto tempo dall'interno dell'azienda sono stati portati in piazza tutti i particolari del mio stipendio, per buttare del fango su di me. Ma io sono della Rai, orgoglioso di quello che faccio, e figlio di un ferroviere che ha fatto sacrifici per mandare all'università 5 figli''.

''Per voi esistono ricchi e poveri -ha continuato il conduttore rivolgendosi ai vertici aziendali- per me invece c'è la dignità del lavoro che viene prima di tutto dalla libertà. Quando si attaccano quelli come me, si attacca anche la possibilità per quelli come mio padre di avere un sogno''.

Santoro ha poi ricordato i provvedimenti disciplinari dell'Agcom. ''Mentre il programma sfondava tutti i record d'ascolto, sono arrivati provvedimenti disciplinari e minacce coordinati con l'Agcom, l'autorità che dovrebbe controllare''.

Poi si è rivolto al Capo dello Stato: ''Presidente Napolitano, ci rendiamo conto che siamo l'unico Paese in cui l'arbitro della comunicazione è espresso direttamente dai partiti? Si può resistere all'Agcom ma non si può resistere, resistere, resistere anche quando il tempo della resistenza è finito. Io -ha concluso- penso che l''Annozero' è finito''.

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