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Referendum, dal voto al mare: ecco cosa faranno i partiti

Politica

Roma, 10 giu. (Adnkronos) - Dal voto alla celebre gita al mare. Ci sono tutte le opzioni nelle scelte dei partiti in vista dei referendum in programma il prossimo 12 e 13 giugno. Al termine di una campagna elettorale serrata e non priva di colpi di scena, con tanto di interventi della Cassazione e della Consulta, le forze politiche sono ormai tutte schierate. Fuori dalla mischia, invece, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si era definito qualche giorno fa un "elettore che fa il suo dovere", con una chiara allusione all'intenzione di andare a votare.

Di segno opposto è stato l'ultimo degli annunci sulle scelte per il referendum, quello di Silvio Berlusconi: "Non vado a votare", ha detto ieri il presidente del Consiglio. Per venire ai singoli partiti, tra i più impegnati c'è certamente Antonio Di Pietro, che per primo ha lanciato la campagna referendaria come promotore: "Acqua, aria e legalità sono tre temi che poniamo all'attenzione di tutti i cittadini a prescindere che siano elettori di centrodestra o di centrosinistra", ha detto il leader Idv nel suo richiamo al voto.

Gran parte dell'opposizione è comunque schierata per il sì a tutti e quattro i quesiti. In prima fila ci sono Sel, Verdi ("votare sì per diventare più europei", ha detto Angelo Bonelli), Radicali e Federazione della sinistra: "Adesso è necessario un grande sforzo collettivo di tutti per far vincere i sì e sfiduciare dal basso e per sempre Berlusconi", ha fatto notare il segretario del Prc Paolo Ferrero.

Un appoggio deciso alla campagna referendaria arriva anche dal Pd, che ha lanciato una imponente mobilitazione per raggiungere il quorum e poi per il Sì a tutti i quesiti. "Siamo ad un passo dal miracolo del quorum", ha detto appena ieri Pier Luigi Bersani che in precedenza si era anche sbilanciato in previsioni: "Si vince facile".

I democratici spingono con decisione a votare quattro sì, anche se all'interno del partito la discussione non manca. Per fare un esempio, Matteo Renzi, ad esempio, ha annunciato il suo no al questito sul reinvestimento degli utili sull'acqua: "Una norma introdotta dal governo Prodi con la firma del ministro Di Pietro", ha spiegato. Spostandosi verso il centro le posizioni dei partiti diventano via via più sfumate. Nel Terzo polo il referendum certo non è osteggiato, ma con accenti differenti.

"Mi auguro che si raggiunga il quorum e che prevalgano le posizioni in favore della modernizzazione del Paese", ha detto ieri Gianfranco Fini. Per Fli è stato il vice presidente Italo Bocchino a dare la posizione ufficiale: "Partecipazione attiva", quindi recarsi alle urne, con "piena libertà di coscienza". Ma nel partito c'è discussione. Alcuni parlamentari, come Flavia Perina, Antonio Buonfiglio e Fabio Granata, hanno detto che voteranno quattro sì. Diametralmente opposta la posizione dell'ex ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi, che ha annunciato che voterà quattro 'no' esattamente come fara' Adolfo Urso, già vice ministro allo Sviluppo.

Anche l'Udc ha invitato a "partecipare attivamente", come ha detto il segretario Lorenzo Cesa, chiarendo però che "molti di noi esprimeranno parere negativo" su alcuni quesiti, in particolare quello sul nucleare. Pier Ferdinando Casini ha sciolto gli ultimi dubbi: no ai due referendum sull'acqua, sì a quello sul legittimo impedimento, nessuna indicazione di voto sul nucleare.

Proprio sul nucleare Francesco Rutelli ha promesso pieno impegno dell'Api "per mobilitarsi per la vittoria del sì al referendum, sul quale Api sarà in prima linea". Per quel che riguarda la maggioranza, l'aria che tira intorno ai referendum è diversa. Il Pdl ha libertà di voto, e anche se la linea ufficiale l'ha data Berlusconi nel partito non manca la discussione quanto meno tra nuclearisti e non nuclearisti.

Per quel che riguarda la Lega Umberto Bossi ha fatto sapere che non andrà a votare, anche se qualche tempo fa aveva ammesso che il quesito sull'acqua era "allettante". E infatti nel Carroccio non mancano i casi di coscienza, come quello del neo sindaco di Varese Attilio Fontana, che ha annunciato un doppio sì al quesito sull'acqua.

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