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Nasce la nuova Roma, Sabatini: ''La 'divinità' Totti è al centro del progetto''

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Roma, 10 giu. (Adnkronos/Ign) - ''Totti è innominabile, è una specie di divinità e sarà al centro del progetto''. Walter Sabatini, direttore sportivo della Roma, nella sua conferenza di presentazione risponde così alle domande sul ruolo del capitano giallorosso nella formazione che sarà guidata dal tecnico Luis Enrique.

''La Roma sarà modellata attorno a lui. Totti è intramontabile, è come la luce sui tetti di Roma. La luce persiste, va avanti, dilaga. Lo avevano dipinto come stanco e claudicante, invece lui va in campo e sfianca gli avversari. Lo incontrerò tra qualche ora, lui è il capitano e dovrè contribuire in maniera importante per costruire il futuro di questa società e questo club''.

Nella prima conferenza stampa da dirigente giallorosso, aggiunge: ''Abbiamo fatto una scelta coraggiosa. E la rifarei. Luis Enrique rappresenta la discontinuità, rappresenta un'idea di calcio che vogliamo perseguire. E' un ragazzo interessante che sfida sempre se stesso'' dice Sabatini, che spiega la scelta di puntare sul giovane tecnico spagnolo, proveniente dalla panchina del Barcellona. ''Luis Enrique si sfiderà, affronterà questa avventura portando la sua cultura le sue idee''.

La Roma non proverà necessariamente a imitare il calcio che esprime il Barça di Pep Guardiola. ''Noi non siamo in cerca di un calcio suggerito, non cerchiamo di imitare necessariamente quello che c'è oggi in uno sport che vive di movimenti - prosegue Sabatini - oggi si impone, attraverso la Spagna e il Barcellona, uno stile un po' barocco ma efficace. Il tecnico farà una sintesi adatta alle esigenze dettate dal nostro campionato''. Il tecnico, dice il ds, ''è soddisfatto dell'organico così com'è, ma è chiaro che chiederà interventi. Certamente, le scelte che faremo saranno mirate ad abbassare l'età della squadra. Non porteremo liceali, ma forti giocatori giovani''.

''Luis Enrique ha firmato per 2 anni con un'opzione per la terza stagione. I due anni saranno sufficienti per capire se potrà essere l'allenatore per i prossimi 10 anni. Il tecnico è blindato: ripeto, i due anni saranno sufficienti per capire chi è e per capire se si possono raggiungere gli obiettivi di cui abbiamo parlato. Ne abbiamo discusso in maniera sommessa, non è il caso di sbandierare i traguardi''.

E spiega ancora. ''Questo ragazzo è un competitivo, si sfida costantemente. Pratica triathlon e surf, fa cose assurde. Molti allenatori hanno l'idea di vedere cosa succede in campo: lui vede la situazione in maniera diversa, ha un'idea 'arrogante' del calcio''.

E proprio nel primo pomeriggio, il nuovo allenatore della Roma è arrivato nella capitale ed è giunto a Trigoria. Sbarcato con lo staff, che comprende anche Ivan De la Pena, e i collaboratori, Luis Enrique ha visitato le strutture utilizzate dalla squadra per gli allenamenti e ha incontrato Sabatini che, ancora in conferenza, ha precisato: "La dimensione in cui sono capitato adesso la percepisco con chiarezza. Alla Roma non ci sono macerie, ci sono da correggere alcune cose dal punto di vista tecnico e culturale. Io voglio fare rivoluzione culturale, non tecnica; cioè introdurre pensieri alternativi. Chiedo complicità, non chiedo pazienza".

"Dopo mesi di 'attività carbonara' che ho svolto con il vostro aiuto - ha detto riferendosi ai giornalisti fumando sigarette a raffica dopo aver chiesto il permesso - ringrazio la Roma che generosamente mi permette di presentarmi a voi, che siete i traduttori di questa storia antica del calcio e che indirizzate umori e pensieri di milioni di persone". Sabatini vuole una Roma forte per puntare a vincere. "Voglio rivolgermi alla gente di Roma e ai romanisti che sono in una situazione di astinenza. Cercherò di tradurre il pensiero della società, del gruppo DiBenedetto e di Franco Baldini che sarà qui nei prossimi mesi".

Secondo il ds "i progetti nel calcio non esistono. Sappiamo quello che vogliamo fare, lo faremo bene e subito, lo stiamo già facendo. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa con il tecnico Luis Enrique - ha ribadito - al limite del provocatorio, una scelta di cui mi approprio, ma che è estendibile agli americani, a DiBenedetto e a Baldini, che è 'innominabile', che ha un accordo con la federazione inglese e sarà qui per guidare la società appena possibile".

Si è parlato anche di struttura societaria. "Quando sono stato contattato, da quando ho parlato con DiBendedetto mi ha illustrato un organico che avrebbe voluto costruire, e io, accettando l'incarico, ho fatto riferimento a questo organigramma". A Sabatini piacciono le strutture snelle che possano decidere velocemente. "Montali? E' un ottimo professionista. Ha grandi risorse intellettuali e ha lavorato molto bene per la Roma. Ma credo che oltre alle tre figure, allenatore, direttore sportivo e direttore generale, altri interlocutori non ci debbano essere".

Si era parlato anche dell'arrivo di Angelo Peruzzi, Sabatini ha spiegato: "Peruzzi era una mia idea, avevo pensato a lui per un ruolo molto delicato. Devo parlare con lui, è una persona che stimo molto e volevo tenerlo vicino alla squadra per gestire gli umori della squadra. Devo fermarmi ora a riflettere. Prade'? Ha fatto un grande lavoro, ha ottenuto risultati e rimarrà nella Roma con altri incarichi. Lui ha dato la sua disponibilità''. Infine, il ds ha tenuto a ringraziare l'ex allenatore della Roma, Vincenzo Montella. "Lo ringrazio per il lavoro che ha fatto, gli auguro un futuro straordinario".

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