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Giornalisti: il premio della Livornina d'oro ad Aldo Santini (3)

Cronaca

(Adnkronos) - ''Gli inviati - ha detto Manfellotto - si dividono in due categorie: quelli per cui e' solo una qualifica contrattuale, e quelli per cui e' un modo particolare di fare giornalismo. Aldo rientra in questa seconda categoria, e possiede tutte le precise qualita' che occorrono per essere un grande inviato. La prima e' stare bene in salute, la seconda e' avere una grandissima capacita' di raccontare, dote innata ma che Aldo ha alimentato anche leggendo moltissimi libri. Terza ed ultima qualita', l'umilta', che consente ai grandi inviati come Aldo Santini, di affrontare e raccontare il mondo senza preconcetti''.

Ma e' stato lo stesso Santini a descriversi, prima di ricevere la Livornina: ''Penso di essere un degno allievo di quella disciplina sempre piu' trascurata che e' la livornesita''', ha detto. ''Attenti, pero', una livornesita' civile, direi colta, basata cioe' su fatti concreti, storici, datati. Polemica, certo, senno' che livornesita' e', esposta con voce tesa, gridata, addirittura urlata. Ma senza volgarita'''.

Quello di Aldo Santini e' stato un intervento sul filo dei ricordi e della livornesita', con continui passaggi dalla sue esperienze di vita nella Livorno del primo novecento ( e' nato nel 1922 in piazza dei Santi Pietro e Paolo), a spaccati di storia e richiami a personaggi noti e meno noti: gli Orlando, Cosimo de' Medici, ma anche gli Scarronzoni e il custode del Tecnico, Filea, fratello della Ciucia. E tra i ricordi, i giorni della famosa burla di Modigliani (1984) e la vicenda della chiusura del ''Telegrafo''.

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