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Consulta: si' allo sconto di pena per i recidivi che si redimono

Cronaca

Roma, 10 giu. (Adnkronos) - Si' allo sconto di pena per i recidivi anche 'reiterati' che dimostrano con il loro comportamento successivo di essersi in qualche misura redenti e, soprattutto, di avere intrapreso un percorso di "rivisitazione della travagliata condotta anteatta". Lo sottolinea la Corte Costituzionale nel dichiarare l'illegittimita' costituzionale dell'art. 62 bis, secondo comma, c.p., come sostituito dall'art. 1, comma 1 della legge 251 del 2005 "nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell'applicazione del primo comma dello stesso articolo, non si possa tenere conto della condotta del reo susseguente al reato". Un ragionamento diverso, fa notare la Consulta nella sentenza 183 redatta da Giorgio Lattanzi, eluderebbe "la funzione rieducativa della pena".

Il pronunciamento della Corte Costituzionale deriva dal ricorso promosso dal gup di Perugia nel procedimento a carico di M.S.R. imputato di numerosi reati che vanno dall'omicidio premeditato alla soppressione aggravata di cadavere alla detenzione e porto illegale di armi commessi tra l'agosto del 2007 e l'aprile del 2008. Secondo il gup, all'imputato, per il quale il pm aveva chiesto l'applicazione delle attenuannti in considerazione della collaborazione fornita nel corso delle indagini, andavano concesso lo sconto di pena visto che l'uomo aveva "palesato un contegno di inequivoca discontinuita' con il suo passato e di rivisitazione" dei trascorsi. Da qui la questione di legittimita' costituzionale dell'art. 62 bis sollevata dal gup. (segue)

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