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Tv: Pd, in Toscana con il digitale ci sono rischi su pluralismo e occupazione (2)

Spettacolo

(Adnkronos) - Quindi si tratta di capire quanti sono i canali per operatori di rete che il governo dovra' distribuire in base a una classifica redatta sulla scorta di alcuni criteri: il patrimonio; il numero di dipendenti con contratto a tempo indeterminato; la copertura della popolazione; l'anzianita' dell'emittente.

''Parliamo di una realta' importante - ha spiegato Nicola Danti - In Toscana ci sono una quarantina di emittenti, molto seguite per il loro palinsesto di informazione locale, per un servizio, quindi, che altri non offrono. Parliamo quindi di 40 imprese che dovranno fare i conti con la fatidica scadenza che non e' ancora definita e che potrebbe essere anticipata a fine 2011 per il passaggio al digitale, un'innovazione che va sostenuta come si sostiene l'innovazione tecnologica delle altre imprese toscane''.

''Certo - ha aggiunto Danti - il digitale e' una grande opportunita', ma questa ''rivoluzione'', se non accompagnata e gestita bene, rischia di provocare gravi danni al pluralismo e all'occupazione. Inoltre, in alcune zone della regione, in particolare quelle montane, ci sara' il rischio di un vero e proprio black-out televisivo se non si fa chiarezza sulla gestione degli impianti di ripetizione del segnale e sugli investimenti''. (segue)

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