Cerca

Siria in fiamme, spari sui manifestanti. Proteste contro Assad in tutto il Paese

Esteri

Damasco, 10 giu. (Adnkronos/Aki/Ign) - Le forze della sicurezza siriana hanno sparato contro i manifestanti a favore della democrazia a Damasco, uccidendo almeno due persone. Lo riferisce l'Osservatore siriano per i diritti umani, precisando di aver avuto queste informazioni da alcuni testimoni. Gli scontri sono avvenuti nel distretto di Qaboun. Altri manifestanti hanno denunciato che gli agenti hanno sparato con fucili automatici, alcuni dai tetti, contro i manifestanti che chiedono le dimissioni del presidente Bashar al-Assad.

E' di due morti anche il bilancio degli scontri a Busra al-Hariri, villaggio nel sud della Siria, dove l'esercito ha sparato per disperdere una manifestazione di protesta contro il regime. Lo riferisce l'emittente al-Jazeera. Secondo quanto sostiene la televisione di Stato siriana, un membro della sicurezza è stato ucciso da uomini armati nel villaggio. Diversa la versione fornita dagli abitanti, che sostengono che nessun militare è rimasto ucciso.

Due persone hanno inoltre perso la vita nel corso degli scontri tra manifestanti antigovernativi e forze di sicurezza a Daraa, nel sud del Paese. Lo hanno riferito alcuni attivisti per i diritti umani, citati dalla pagina ufficiale di al-Arabiya su Twitter.

Prosegue l'operazione militare dell'esercito siriano anche nella città di Jisr al-Shughur, a nord di Damasco. Secondo quanto rivelano alcuni testimoni ad al-Arabiya, "i soldati hanno aperto il fuoco in città contro i manifestanti e hanno dato alle fiamme i prodotti agricoli che si trovavano nei campi". Gli stessi testimoni negano che "ci siano al momento in città bande armate" come invece denunciato dalle autorità di Damasco.

Gli attivisti dell'opposizione siriana avevano lanciato oggi un appello a tutte le 16 tribù principali del paese, divise a loro volta in vari clan, a scendere in piazza dopo la preghiera del venerdì contro il presidente Assad. La giornata di proteste, ribattezzata il 'venerdì delle Tribù', era stata organizzata tramite i social network.

Sempre gli attivisti denunciano che un ragazzo siriano, 15 anni appena, è stato ucciso e torturato dall'esercito di Damasco. Si tratta del secondo dall'inizio delle proteste contro il presidente Bashar al-Assad e la conseguente repressione delle manifestazioni da parte delle forze di sicurezza. Un video diffuso dagli attivisti e rilanciato dalla Cnn mostra una donna che piange la morte del figlio all'ospedale di Daraa. La vittima è stata identificata in Tamer Mohammed al Sharey, 15 anni, scomparso dopo la manifestazione del 29 aprile. Proveniva dallo stesso villaggio di Hamza Ali al-Khateeb, 13 anni, la cui uccisione ha coalizzato ancor più l'opposizione contro il regime di Damasco.

Sono intanto arrivati a quota 2.800 i profughi siriani che hanno trovato riparo oltre il confine con la Turchia. Lo ha annunciato il ministro della Giustizia di Ankara, Sadullah Ergin, citato dalla stampa locale. Tra i rifugiati, ha spiegato il ministro, ''circa 50 sono stati ricoverati'' perché feriti nelle violenze di queste settimane. ''Le porte per i rifugiati restano aperte'', ha assicurato il ministro mentre visitava la tendopoli allestita a Yayladagi, nell'estremo sud della Turchia, al confine con la Siria.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog