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Caso Battisti: Palmeri, riguarda Milano e Pisapia poteva rispondere

Cronaca

Milano, 10 giu. - (Adnkronos) - "Esprimo solidarieta' al giornalista Enrico Castelli del Tg1 e credo che il Sindaco Pisapia se non voleva rispondere alla domanda postagli sul terrorista rosso Battisti in quel momento, poteva rinviare ad una disponibilita' a margine, immediata o futura. Invece non solo non ha fermato le contestazioni rivolte al cronista da qualche proprio supporter, ma addirittura si e' a queste rifatto per non dar seguito alla garbata richiesta di dichiarare una posizione sul tema, per di piu' dicendo che a rumoreggiare era genericamente il pubblico e non una parte minoritaria di esso". Lo afferma Manfredi Palmeri, ex presidene del consiglio comunale di Milano ed esponente del 'terzo polo'.

"Tra l'altro bisogna ricordare a Pisapia, Sindaco di Milano, che proprio a Milano -afferma Palmeri- ebbero luogo due dei quattro omicidi in cui Battisti fu coinvolto e che nella nostra Citta' egli inizio' a partecipare all'attivita' dei gruppi eversivi. Il volersi occupare di Milano implica che questo debba esser fatto anche sulla sua Storia e sulle sue vittime".

Per Palmeri e' "comprensibile che si voleva focalizzare l'attenzione sui temi della nuova Giunta, non comprensibile invece e' chiudere su questo tema utilizzando qualcosa che non doveva aver luogo in una luogo istituzionale, in un momento istituzionale, contro chi stava svolgendo il proprio mestiere di informatore del pubblico. Forse Pisapia, avendoli accanto, non ha avuto modo di vedere alcune espressioni molto perplesse di diversi Assessori della sua Giunta mentre rispondeva non rispondendo".

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