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Delitto via Poma: difesa Busco deposita ricorso in Appello, e' ancora battaglia legale/Il punto

Cronaca

Roma, 10 giu. - (Adnkronos) - Raniero Busco, condannato il 26 gennaio scorso a 24 anni di reclusione per l'omicidio volontario aggravato di Simonetta Cesaroni, ha depositato l'appello contro la sentenza di condanna inflittagli dalla Corte d'Assise di Roma. "Con l'appello - spiega il legale di Busco, Paolo Loria - contestiamo otto punti, relativi alla ferita, al dna trovato sul reggiseno alla mancanza di un movente, all'alibi e ad altre prove. Chiederemo di rinnovare l'istruttoria". Si preannuncia ancora battaglia legale, dunque, sul giallo di via Poma a oltre vent'anni dall'omicidio di Simonetta.

E' il 7 agosto del 1990 e Roma e' semideserta. Sono le 23.30 quando in via Carlo Poma 2, a Roma, Simonetta Cesaroni, 21 anni, viene trovata morta, straziata da 29 coltellate, negli uffici dell'Associazione italiana alberghi della gioventu. L'autopsia accertera' che la sua morte e' avvenuta tra le 17.30 e le 18.30.

Il suo corpo viene ritrovato dalla sorella Paola, la quale, preoccupata, si reca nell'ufficio insieme al fidanzato e al datore di lavoro di Simonetta. La ragazza ha subito 29 colpi di tagliacarte, tutte profonde circa 11 centimetri. Alcune sono mirate al cuore, alla giugulare e alla carotide. Ad ucciderla, tuttavia, e' stato un trauma alla testa. L'ipotesi degli investigatori e' che le coltellate siano state inferte sul cadavere per depistare le indagini. Simonetta e' seminuda, ha solo un top di seta, ma non ha subito violenza sessuale. L'assassino si e' portato via pantaloni, slip, maglia a righe. (segue)

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