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Milano: Lucia Castellano dal 'carcere' al Comune, lasciare Bollate e' strappo al cuore

Politica

Milano, 11 giu. (Adnkronos) - Dal carcere a Palazzo Marino. Lucia Castellano lascia il carcere di Bollate, dove e' direttrice dal 2002, con "uno strappo al cuore", ma arriva "con entusiamo e una grande emozione" all'Assessorato alla Casa, Demanio e Lavori pubblici del Comune di Milano. Napoletana, avvocato, 47 anni, la Castellano, dal 1991 direttrice di carceri, dal Marassi di Genova, a Eboli, da Napoli ad Alghero, e' stata voluta assessore alla Casa dal nuovo sindaco di Milano, Giuliano Pisapia.

"Lasciare il carcere -spiega il neo assessore, contattata dall'Adnkronos- e' uno strappo al cuore. Il carcere e' una comunita' chiusa dove sei il punto di riferimento per tante persone. E' una grande responsabilita'". In piu' rinunciare al progetto di Bollate, che si basa su nuove forme di carcerazione con l'obiettivo del reinserimento sociale, "sara' penoso, mi dispiace. A Bollate si e' formata una grande squadra e in questa settimana lavorero' alla transizione, perche' si continui senza di me".

Questa mattina la Castellano ha incontrato i detenuti e i poliziotti del carcere. "I poliziotti -racconta- erano dispiaciuti, ma anche orgogliosi che il carcere di Bollate abbia espresso un assessore. I detenuti erano un po' provati, perche' viene meno un rapporto forte". Ma a Palazzo Marino il neo assessore porta "entusiamo e una grande emozione" e l'orgoglio per i risultati di nove anni alla direzione del carcere di Bollate. "Sono assolutamente una figlia di nessuno -dice di se'- ma l'Assessorato e' il riconoscimento di nove anni di lavoro". (segue)

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