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Mafia: Legale Contrada, disappunto per trasmissione atti a pm dopo assoluzione Riina

Cronaca

Palermo, 11 giu. - (Adnkronos) - ''La pubblicita' degli atti del dibattimento, compresa la testimonianza di Bruno Contrada, essendo atti a disposizione delle parti, non avevano alcun bisogno di essere trasmessi formalmente all'ufficio del Pm''. E' quanto dice l'avvocato Giuseppe Lipera, difensore di Contrada, commentando la decisione della Corte d'assise di Palermo che, dopo avere assolto il boss Toto' Riina per l'omicidio del giornalista De Mauro, ha disposto la trasmissione delle deposizione di alcuni testimoni alla Procura tra cui l'ex 007 che sta scontando una pena a dieci anni per mafia.

''Siccome non dubitiamo che Contrada abbia detto circostanze non veritiere, seppur per fatti risalenti a 41 anni fa -dice ancora Lipera- manifestiamo sin d'ora il nostro disappunto e comunque la curiosita' di leggere la motivazione della sentenza De Mauro sul punto, non avendo i poteri divinatori che ha il Pm Antonio Ingroia secondo il quale, in base a quanto si legge nelle agenzie, solo attraverso la lettura del dispositivo di sentenza che ha assolto l'imputato Toto' Riina ritiene che una parte della decisione accoglie l'impostazione dell'accusa; noi per capire con scienza il significato della trasmissione degli atti al Pm per eventuale falsa testimonianza di Contrada, aspettiamo di leggerla questa sentenza''.

''Un fatto e' certo - conclude l'avvocato Lipera - ancora ombre e ancora dubbi, tanto si insinua, costantemente da 19 anni e cio' non e' giusto. Allora abbiamo ragione noi quando chiediamo che si faccia la revisione del processo Contrada, cioe' un nuovo processo a Bruno Contrada ma -conclude il penalista- la parola spetta alla Corte di appello di Caltanissetta, noi la possibilita' l'abbiamo data e confidiamo che cio' avvenga al piu' presto''.

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