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Roma: Cassone (Pdl), emergenza abitativa e' responsabilita' sinistra

Cronaca

Roma, 13 giu. (Adnkronos) - ''Sarebbe opportuno che tutto il Pd chiedesse un Consiglio straordinario sull'emergenza abitativa, cosi' si assumerebbe la propria enorme responsabilita' su questo fenomeno, da ascriversi totalmente ai sindaci Rutelli e Veltroni e a tutti coloro che per 17 anni hanno tollerato e foraggiato i movimenti di estrema sinistra''. E' quanto dichiara Ugo Cassone, consigliere Pdl di Roma Capitale.

''Le loro occupazioni di decine di stabili privati e soprattutto pubblici che avrebbero potuto essere destinati all'uso della collettivita' - aggiunge Cassone - sono state riempite di persone, a volte senza titolo, che hanno scavalcato le classifiche degli aventi diritto, e negli ultimi anni trasformatisi in luoghi di reclutamento per immigrati spesso anche clandestini, da impiegare come 'manovalanza' per le loro manifestazioni. Molti di questi luoghi sono visti come presidi politici del territorio, e il loro elenco che da Alzetta a Marroni conoscono bene, e' assai lungo. Le sigle di Action, Asia, Coordinamento lotta per la casa, Generazione precaria, Comitato obiettivo casa, Blocchi precari metropolitani, Diritto all'abitare, Comitato popolare lotta per la casa sono diverse nella nomenclatura ma con un'unica matrice ideologica e operativa, che per anni ha condizionato la politica per l'emergenza abitativa facendo si' che non si attuassero scelte che risolvessero il problema della casa''.

''Ricordiamo, solo per citarne alcune, tra le occupazioni ancora in atto quelle di Corso Italia 102; via di Portonaccio 36, via dei Radiotelegrafisti; via Tempesta. Senza dimenticare l'incredibile storia della Scuola 8 marzo, in via dell'Impruneta, dove e' emerso di tutto e di piu'. Molti a sinistra sembrano avere la memoria corta, e cercano di mistificare la realta', ma tutti i romani - conclude il consigliere del Pdl - sanno quanto i centri sociali e le occupazioni presunte abitative abbiano gravato sulla vita dei propri quartieri, rappresentando non centri aperti alla citta', ma luoghi di militanza politica e ideologizzazione''.

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