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Referendum: Fitto, gravi conseguenze, rischiamo procedura infrazione Ue

Politica

Roma, 14 giu. - (Adnkronos) - "Il governo ha fatto bene a non schierarsi: di fronte ai toni di una simile campagna elettorale saremmo caduti nella trappola di chi voleva un referendum su di noi. Non ci sono riusciti". Lo afferma Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione territoriale, in un'intervista al quotidiano 'La Stampa'.

"Sono almeno tre, e tutte gravi le conseguenze - continua Fitto - la prima e' la fine dell'obbligo alle gare per la gestione dei servizi pubblici locali: non solo l'acqua, ma anche rifiuti, autobus, tram, illuminazione delle strade. D'ora in poi i Comuni, le Province e le Regioni potranno scegliere la strada degli affidamenti diretti. Cade il regolamento attuativo che prevedeva l'incompatibilita' per almeno tre anni fra il controllore e il gestore del servizio: invece di fare un passo indietro, la politica ora puo' fare due passi avanti. La terza conseguenza - prosegue - e' che salta il parere obbligatorio dell'autorita' Antitrust prima di affidare una gestione diretta".

"Lascio il giudizio agli elettori, il cui voto e' sovrano - dice ancora Fitto - una cosa e' certa: la mia legge non privatizzava alcunche'. l'articolo 23 bis della legge dice chiaramente che l'acqua resta pubblica. E la rete idrica ha sempre bisogno di 65 miliardi di investimenti. Mi chiedo chi li fara'". Fitto evidenzia poi che con l'abolizione dell'articolo oggetto del referendum ci pone in aperta violazione di una direttiva comunitaria sull'obbligo delle gare pubbliche: "E' un rischio reale. Lo affronteremo".

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