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Caso Ruby: pm Boccassini, palese la prostituzione di ragazze ad Arcore

Cronaca

Milano, 14 giu. - (Adnkronos) - Ad Arcore ''era palese che c'erano persone che si prostituivano'' nel corso ''delle serate nella residenza del premier''. Lo ha affermato il pm di Milano, Ilda Boccassini, che in mattinata ha replicato alle 16 eccezioni presentate dalla difesa di Silvio Berlusconi nell'ambito del procedimento sul caso Ruby.

Il magistrato, in particolare, ha fatto un breve ''excursus dei fatti'', e ha spiegato che dalle intercettazioni, nel corso delle indagini, era ''emerso un contesto di prostituzione che coinvolgeva anche una minorenne'' e si parlava di ''serate a cui partecipavano persone portate da Mora, Fede e Minetti''. "La difesa -ha aggiunto Ilda Boccassini- sostiene che la Procura di Milano ha cominciato questa indagine perche' voleva colpire Berlusconi'' ma, replica, soprattutto nelle prime fasi dell'inchiesta era stato individuato ''un contesto di prostituzione'''. Solo dalle verifiche successive si e' arrivati alla contestazioni a carico del premier.

Riguardo al rilascio di Ruby la famosa notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, Ilda Boccassini ha spiegato ai giudici che il presidente del Consiglio telefono' ai funzionari, dimostrando un ''interessamento'' che aveva il fine ''di non recare nocumento alla sua immagine di uomo pubblico''. Per il procuratore aggiunto ''e' evidente'' la connessione tra i reati di concussione e prostituzione minorile, quelli appunto contestati al presidente del Consiglio, e la competenza di Milano. Boccassini ha ricordato infine come Giuseppe Spinelli, manager di fiducia del premier, fosse ''l'erogatore, che dopo aver sentito Berlusconi consegnava somme di denaro alle persone presenti alle serate''.

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