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Palio Ronciglione: corsa 'a vuoto' due volte l'anno, la tradizione dal XV secolo/Scheda

Cronaca

Viterbo, 14 giu. - (Adnkronos) - Il Palio di Ronciglione, finito al centro delle polemiche dopo l'incidente che nel corso dell'ultima edizione dello scorso 5 marzo provoco' la morte di una cavalla, e' l'unica competizione in Italia di 'corse a vuoto'. Questo tipo di corsa era effettuata nel XIX secolo nel centro di Roma, in via del Corso, da piazza Venezia fino a piazza del Popolo. Ma la prima notizia di corse senza fantino in Italia viene da Siena, dove dal 1373 cavalli "scossi" venivano fatti correre per le vie cittadine.

A Ronciglione, la tradizione si tramanda dal XV secolo, ai tempi di Papa Paolo III Farnese. Nel Comune del viterbese vengono corsi annualmente due palii di corse a vuoto: il Palio Della Manna, nell'ambito del Carnevale, in onore di un'antica e generosa famiglia locale, e il Palio di San Bartolomeo, in onore del santo patrono del paese, in agosto.

Analogamente al Palio di Siena, le corse assumono il carattere di una disputa stracittadina. I nove rioni (scuderie) della citta' presentano ciascuno due cavalli, che si contendono il palio in due giorni di corse. Il primo giorno i diciotto cavalli corrono in tre '"carriere" (batterie) separate, da sei cavalli ciascuna: i primi due di ogni batteria e due sorteggiati tra i terzi classificati si sfideranno il secondo giorno, nella batteria finale da otto cavalli. I cavalli corrono lungo le vie rinascimentali del paese, su un percorso misto, fatto di asfalto e pave' , oltrepassando una stretta porta, il cantone del gricio , considerata particolarmente ostica, e la faticosa salita di Montecavallo . I cavalli vengono allenati per tutto l'anno dalle nove scuderie rivali.

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