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Dl sviluppo, salta misura su diritti spiagge. Verdi: resta il rischio di cementificazione

Economia

Roma, 14 giu. (Adnkronos) - Si va verso l'eliminazione della norma, contenuta nel decreto legge sviluppo, che porta a 20 anni i diritti di superficie delle spiagge. Nel corso dei lavori delle commissioni bilancio e finanze della Camera, infatti, governo e relatori hanno dato parere favorevole su alcuni emendamenti soppressivi della norma.

"Il Governo è stato costretto a fare marcia indietro su una scelta miope e sbagliata: il 'diritto di superficie ventennale' sulle spiagge oltre ad essere una minaccia per l'ambiente e per le coste italiane, di fatto rappresentava un rischio anche per le migliaia di imprese del settore balneare", ha affermato Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd. "Si trattava di un'aberrazione normativa ritagliata sugli interessi di pochi grandi investitori e magari solleticare l'ingresso di capitali stranieri di dubbia provenienza", ha rimarcato Realacci.

Per Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi, "l'eliminazione dei commi 1 e 3 dall'articolo 3 del Decreto Sviluppo è un segnale importante che, però, non ci tranquillizza affatto visto che il governo ha dichiarato che la materia sarà trasferita nella legge comunitaria". Quindi ricorda che "il rischio, putroppo, resta inalterato perché restano in piedi i commi 4 e 5 dell'articolo 3 del Decreto Sviluppo che prevedono, attraverso le zone a burocrazia zero, di edificare su spiagge ed arenili". Secondo il presidente nazionale Verdi, quindi "la preoccupazione resta alta perché c'è ancora una parte dell'obbrobrio normativo del governo sulle spiagge. Secondo i dati Unep (Agenzia delle Nazioni Unite per l'Ambiente) le spiagge italiane sono fra le più cementificate d'Europa con il 60%".

La decisione di stralciare, dal decreto Sviluppo, le norme sul diritto di superficie di 20 anni per le spiagge viene accolta positivamente dai rappresentanti degli stabilimenti balneari di Fiba-Confesercenti. ''Diamo atto a Governo e Parlamento di aver scelto la via più saggia stralciando gli articoli che riguardavano gli stabilimenti balneari dal decreto sviluppo. E' un positivo riconoscimento alla nostra giusta battaglia - continua Confesercenti - tesa ad evitare decisioni affrettate e pasticciate''.

"Il governo ha risposto alla richiesta che avevamo avanzato e cioè allo stralcio dei primi tre commi del decreto sviluppo", ha dichiarato a Labitalia Pietro Gentili, segretario generale del Sib (Sindacato italiano balneari-Confcommercio).

Soddisfazione viene espressa anche dalle associazioni ambientaliste. Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente, parla di una ''nuova vittoria per tutti i cittadini, gli imprenditori onesti e per coloro che hanno a cuore i beni comuni''.

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