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Sardegna, denunciato per evasione fiscale. "Non riconosco la giustizia italiana"

Cronaca

Cagliari, 15 giu. - (Adnkronos) - Bancarotta, frode in commercio, evasione fiscale per 5 milioni di euro con un'attivita' che coinvolgeva 23 lavoratori in nero. Denunciata anche una figlia, ma Doddore Meloni non ci sta e rilancia: ''Il Tribunale italiano non e' competente nel giudicarmi su comportamenti per me non illegittimi come sardo''. E' quanto riporta il quotidiano l'Unione sarda, a proposito di un'indagine della Guardia di Finanza di Oristano che ha denunciato Doddore, al secolo Salvatore Meloni, indipendentista sardo, autoproclamatosi presidente della Repubblica di Malu Entu, l'isola di Mal di Ventre, di fronte al golfo di Oristano, che occupo' nell'estate del 2008.

''Meloni - spiega il quotidiano sardo -, e' amministratore di fatto e una sua figlia, amministratore di diritto della 'Felix commerciale' di Terralba, della 'Marceddi' srl' di Marrubiu e della 'Trasporti Alpha' di Terralba, sono accusati di aver commesso violazioni di carattere penale e fiscale. I due non avrebbero dichiarato redditi per circa 5 milioni di euro, 750 mila euro di Iva dovuta. E' stato disposto il sequestro dei beni, case, supermercato e mezzi - spiega l'Unione sarda - per un valore di 600 mila euro''.

Secondo la guardia di finanza gli amministratori con veri e propri artifizi giuridici avrebbero tentato di disfarsi della proprieta' dei beni ''intestandoli ad altri per cercare di impedire il sequestro'' . L'indagine scatta per puro caso nel 2009, per un controllo sulla qualita' della 'bottarga', le pregiate uova di cefalo salate ed essiccate, una prelibatezza sarda, ma ''emerse che molte delle uova di muggine utilizzate nella lavorazione erano di importazione extracomunitaria. Nel prodotto finito pero' comparivano etichette false.

Alcune confezioni con marchio contraffatto ''erano in vendita in un supermercato di Terralba della ditta 'Marceddi'' per cui scattarono il sequestro del prodotto e i controlli contabili''.

La sorpresa per i finanzieri, che dale carte contabili dell'azienda 'Marceddi' srl' scoprono ''una contabilita' lacunosa che non consentiva una ricostruzione analitica del giro d'affari. I controlli sono stati estesi alle movimentazioni bancarie, inoltre sono state trovate fatture false create ad hoc dagli amministratori e utilizzate per abbassare il reddito su cui calcolare l'Iva.

E le fiamme gialle scoprono anche che la 'Marceddi' srl' non era l'unica societa' creata per evadere il fisco: ''Doddore Meloni - prosegue l'articolo -, era amministratore di fatto, aveva messo su altre due societa' di capitali: la Felix srl e la Trasporti Alpha srl, in cui lui non compariva direttamente. Entrambe servivano per evadere il fisco, ma anche per utilizzare i mezzi e gli autocarri da societa' fallite. Come la Alpha trasporti che, dopo il fallimento del 2007, aveva continuato l'attivita' con 23 lavoratori irregolari, completamente in nero, che venivano impiegati come camionisti per i trasporti verso i paesi dell'Est''.

E da personaggio quantomeno creativo Meloni, dopo la notifica dei reati prende carta e penna e scrive al giudice del Tribunale di Oristano ''ringraziandolo per il patrocinio gratuito''. Ma non basta, e il presidente di Malu Entu scrive anche al presidente della Repubblica, questa volta italiana, Giorgio Napolitano, all'Onu e persino ad Amnesty international: ''Disconosco la sovranita' delle istituzioni italiane e delle sue leggi sul territorio sardo''.

E Doddore la butta in politica: ''Forse non gradiscono la nostra battaglia contro i radar - ha detto al quotidiano sardo - non sono abituati ad essere affrontati a muso duro. Ma non mi arrendo''. E ai giudici scrive: ''Mettetevi l'anima in pace, la mia volonta' combattente non la fiaccherete con le pressioni sui miei familiari o con gli anni di carcere che mi darete. Anzi mi darete vigore''.

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