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Lombardia: Bankitalia, nel 2010 finanziamenti bancari +2,2% (2)

Economia

(Adnkronos) - Secondo il rapporto sull'economia lombarda di Bankitalia, le condizioni finanziarie delle imprese nel corso del 2010 sono migliorate. E' salita la quota di quelle che hanno chiuso lo scorso esercizio in utile o pareggio, il 76%, a fronte del 66% di un anno prima, e sono diminuite le aziende che hanno lamentato un'accentuazione delle restrizioni nell'accesso al credito. Si e' tuttavia accresciuta l'eterogeneita' dei risultati economici aziendali.

Il deterioramento della qualita' del credito, si rileva nel rapporto, e' continuato, seppure con minore intensita' rispetto al 2009. Nel 2010 il flusso di nuove sofferenze e' stato pari all'1,4% dei prestiti di inizio periodo, contro l'1,6% nel 2009. Il livello rimane elevato nel confronto con la media 2006-2007, pari allo 0,7% nel biennio. Per le imprese l'indicatore e' diminuito al 2% alla fine del 2010, dal 2,3% dell'anno precedente. Il tasso di decadimento riferito alle famiglie consumatrici e' sceso all'1,3%, dall'1,5% del 2009. L'incremento delle posizioni che presentano temporanee difficolta' di rimborso o ritardi nei pagamenti ha riguardato maggiormente le imprese che gia' prima della fase recessiva presentavano una bassa redditivita' operativa e un elevato livello d'indebitamento. Gli effetti della crisi, inoltre, si sono fatti sentire anche nelle situazioni di fallimento, cresciute piu' in Lombardia che nella media del Paese.

Sul piano del risparmio finanziario vi e' stata una diminuzione dell'1,1% della raccolta bancaria dalle famiglie e dale imprese della regione. Il calo ha riguardato sia la componente dei depositi (-0,5%) sia quella delle obbligazioni bancarie (-2,8%). Per contro, sono leggermente aumentati i titoli a custodia, valutati al fair value, detenuti dai residenti presso le banche (+1,1%). Infine, dalle indagini biennali effettuate dalla Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie, e' emerso che le varie forme di investimento finanziario, depositi bancari e postali, azioni, obbligazioni e polizze assicurative, con l'esclusione dei certificati di deposito e dei libretti di risparmio, sono piu' diffuse tra le famiglie lombarde che nel resto d'Italia.

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