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Giornalista Aki: su Facebook, 'siamo tutti Saleem Shahzad'

Esteri

Islamabad, 15 giu. (Adnkronos) - Centinaia di post, commenti, link, tributi. Dal giorno della sua scomparsa a Islamabad, il 29 maggio, con i primi, preoccupati interventi, di chi chiedeva notizie, fino al 31 maggio, giorno del ritrovamento del suo cadavere. E ancora, fino a oggi, per chiedere un'indagine indipendente che faccia luce su quanto e' accaduto. Le testimonianze di amicizia, affetto e rispetto per Syed Saleem Shahzad, il corrispondente dal Pakistan di AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL e collaboratore del quotidiano 'La Stampa', ucciso in circostanze misteriose, continuano a riempire la sua pagina Facebook. "We are all Saleem Sahazad", "siamo tutti Saleem Shahzad", recitano, con ricorrente frequenza, alcuni dei messaggi che ricordano la figura del giornalista 39enne, che negli ultimi anni, attraverso il suo lavoro, ha dato un contributo fondamentale per la comprensione della complessa e pericolosa realta' della regione. Negli interventi a opera di amici, colleghi, semplici estimatori che avevano imparato a riconoscere la firma di Shahzad attraverso Aki e le altre testate internazionali con le quali collaborava, c'e' chi punta il dito contro le frange deviate dell'Isi, i servizi di intelligence pakistani, nel cui mirino Saleem sarebbe entrato a causa delle sue recenti rivelazioni sulle infiltrazioni di Al Qaeda nei ranghi delle forze armate di Islamabad.

(segue)

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