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Pakistan: Vaticano, Onu intervenga per far rispettare liberta' religiosa

Esteri

Citta' del Vaticano, 15 giu. - (Adnkronos) - In relazione al caso di Farah Hatim, la ragazza cristiana rapita e costretta al matrimonio e alla conversione all'Islam "c'e' un abuso rispetto alla liberta' di coscienza e di religione"; per questo e' auspicabile "un intervento dell'Alto Commissario Onu per i diritti umani", in quanto "la liberta' di religione e' un test per il rispetto di tutti i diritti umani". E' quanto ha detto Monsignor Silvano Tomasi, Osservatore Permanente della Santa Sede presso l'Ufficio Onu di Ginevra all'agenzia vaticana Fides.

Commentando il caso di Farah Hatim, la ragazza cristiana convertita con la forza all'Islam, Monsignor Tomasi ha rilevato che in Pakistan occorre "una revisione del sistema giudiziario" perche' si possano tutelare realmente i diritti delle minoranze. ''Quello di Farah Hatim - ha detto - e' uno dei tanti casi segnalati dai mass-media o da comunicazioni private di famiglie o Chiese locali del Pakistan: sono casi di ragazze cristiane rapite, costrette a sposarsi, a rinunciare alla loro fede e islamizzate a forza''.

''Secondo la famiglia di Farah - ha aggiunto - il caso e' su questa linea: la ragazza e' stata presa contro la sua volonta'. Il problema e' che nessuno riesce a comunicare con lei ora. Dovrebbe esistere un meccanismo che, in queste situazioni, permetta un dialogo diretto con gli avvocati, con la famiglia, con i funzionari dello stato, per investigare e accertare la verita'''. (segue9

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