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Camorra: vedova del boss a capo di una banda di usurai nel beneventano (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Secondo i carabinieri del comando provinciale di Benevento il clan concedeva alle vittime prestiti in denaro "con tassi di interesse fortemente superiori -spiegano dalla Dda- a quello fissato dalla legge". In caso di ritardo nella restituzione del denaro la banda minacciava e compiva violenze nei confronti delle vittime dell'usura. Vittime che in caso di ritardi erano costrette a pagare ulteriori interessi al clan. Antonio Nizza aveva il ruolo di intermediario nella riscossione del denaro. Zitani contattava le vittime e riscuoteva il denaro. Pilla era anch'egli un intermediario e riscuoteva il denaro. Dora Nizza invece manteneva i contatti tra i vari appartenenti al clan.

Gli inquirenti definiscono una "figura di spicco del clan la moglie del deceduto Nizza Cosimo, Matuozzo Patrizia, sorella di Matuozzo Vincenzo, quest'ultimo gia' legato al gruppo degli scissionisti nella zona di Napoli-Secondigliano". Vincenzo Matuozzo avrebbe contribuito attivamente all'attivita' illecita con minacce nei confronti delle vittime in difficolta'. Cosi' si rivolse Matuozzo ad una vittima: "Don Antonio solo per via dei capelli bianchi che avete oggi ve ne andate con le vostre gambe".

Ma ci sono state anche vittime degli strozzini che sono state picchiate per un avere pagato i ratei alla cosca. Dalla Dda fanno notare con soddisfazione perche' all'indagine alcune delle vittime hanno collaborato con i carabinieri manifestando quindi fiducia nei confronti degli investigatori. Gli arrestati sono stati rinchiusi nel carcere di Benevento.

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