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Occhiali da sole salva-vista, solo 15% degli italiani li usa sempre. Bimbi i più indifesi

Cronaca

Milano, 16 giu. (Adnkronos/Adnkronos Salute) - All'aria aperta le lenti scure sono un 'must' per proteggere gli occhi, anche quando il cielo è coperto. Non c'è galateo che tenga, insegnano gli esperti, perché la salute vince sul bon ton. Eppure, superano di poco il 10% gli italiani che usano correttamente gli occhiali da sole: solo il 15% li inforca sempre, il 30% non li indossa quasi mai e il 18% lo fa raramente. E anche se a rischiare di più i danni dei raggi Uv sulla vista sono i bambini e gli anziani, soltanto il 10% degli over 55 acquista occhiali da sole e ben 9 piccoli su 10 fra i 4 e i 10 anni non indossano. Sono i dati raccolti dalla Commissione difesa vista (Cdv) che come ogni anno, all'appuntamento con l'estate, rilancia il suo messaggio: "Gli occhiali sa sole di qualità possono salvare la vista".

L'occhio, ricordano gli specialisti, è un organo molto ricco di ossigeno e tutte le strutture che lo costituiscono possono andare incontro a stress ossidativo. Colpite dalla luce producono infatti molti radicali liberi che nel tempo, accumulandosi, provocano un danno progressivo. "La protezione solare dei nostri occhi diventa un tema sempre più pressante, non solo nel periodo primaverile ed estivo, ma in tutti i periodi dell'anno", sottolinea Francesco Loperfido, consulente Cdv e responsabile del Servizio di oftalmologia generale dell'Unità operativa di oculistica all'ospedale San Raffaele di Milano. "A condizionare l'uso dell'occhiale protettivo per il sole vi sono i fattori ambientali, le mete turistiche e particolari attività sportive", elenca l'esperto. "A rendere più fastidiosa la sintomatologia - precisa - vi possono essere anche dei difetti refrattivi o patologie oculari o degli annessi oculari, o ancor più gli esiti di interventi chirurgici che possono influenzare pesantemente la vita quotidiana".

"I più esposti - continua Loperfido - sono i bambini e gli anziani. Per loro è necessario scegliere degli occhiali ad hoc per abbattere i raggi Uv e la luce blu, meno conosciuta, ma altrettanto pericolosa. Quest'ultima, infatti, risulta corresponsabile nel determinare e nel favorire sia l'opacità del cristallino sia la maculopatia". Nonostante tutte queste considerazioni, precisa la Commissione difesa vista, solo l'11 % dei bambini tra i 4 a i 10 anni utilizza gli occhiali protettivi. E la situazione preoccupante anche per gli over 55: solo uno su 10 acquista un paio di occhiali da sole e spesso il criterio di scelta non tiene conto della qualità del prodotto, in particolare delle lenti. Bocciati nei fatti, anche se bravi a parole: l'83% degli italiani, infatti, si dice consapevole che un occhiale da sole contraffatto o mediocre può causare danni agli occhi. "Purtroppo - osserva Loperfido - ancora oggi molti sottovalutano il problema e comprano occhiali di dubbia qualità. L'acquisto di un buon prodotto, scelto tenendo presente le proprie esigenze, è invece il punto di partenza per una corretta prevenzione, sia per i bambini sia per gli adulti". Lenti polarizzate, fotocromatiche, alla melanina, specchiate o con una colorazione adatta al difetto visivo del paziente: ognuna, spiega la Cdv, privilegia una condizione diversa di protezione. Per questo è fondamentale che a guidare l'acquisto siano dei professionisti, sia nel campo optometrico sia oculistico, in grado di spiegare e consigliare il paziente-cliente.

L'occhiale da sole, insomma, non deve essere un vezzo di stagione, bensì un'alleato per preservare la salute degli occhi 365 giorni all'anno. "L'ottico saprà consigliare a ciascuno, grande o piccolo, la montatura più adatta per ogni occasione e attività", prosegue Loperfido. Oggi, però, solo il 17% degli italiani possiede paia di occhiali da sole diversi a seconda dell'uso e del luogo di utilizzo (sport, spiaggia, città, guida). La maggior parte opta per un unico paio di lenti scure per tutte le occasioni. "Anche in questo caso deve essere necessariamente a norma", ribadisce l'oculista. Quando si acquistano gli occhiali da sole, quindi, è "d'obbligo verificare la nota tecnica informativa (con la presenza della norma EN 1836/2006), che deve contenere le caratteristiche tecniche della montatura e delle lenti, le eventuali limitazioni d'uso e l'indicazione del grado di protezione dai raggi ultravioletti".

La Commissione difesa vista ricorda che la norma UNI EN 1836 indica 5 categorie di filtri delle lenti solari. Per esempio, la categoria 0 indica un filtro da utilizzare con cielo coperto e indoor; la categoria 2 un filtro adatto a una media luminosità solare, la 4 un filtro protettivo per una luminosità solare molto intensa. E se il sole fa bene alla salute e all'umore, pur "a piccole dosi e con le giuste protezioni", raccomandano gli esperti, niente sconti per le lampade abbronzanti. "Un trattamento prolungato può avere effetti dannosi sulla pelle, ma anche sugli occhi - avverte Loperfido - Si possono registrare effetti dannosi da esposizione acuta come delle cherato-congiuntiviti, e nei casi più gravi anche delle opacità del cristallino". E per chi proprio non vuole rinunciare al sole artificiale, il consiglio è di "usare sempre gli occhialini protettivi, oltre naturalmente a creme con filtri per proteggere anche la pelle".

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