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Rifiuti: Legambiente Lazio, su Malagrotta ennesimo schiaffo (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Nel 2009, ricostruisce Legambiente, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha disposto che la trito vagliatura dei rifiuti possa essere considerata ''forma di pretrattamento del rifiuto indifferenziato ai fini dell'assolvimento dell'obbligo di cui all'art. 7, comma 1 del D.lgs. 36/2003'', quale trattamento fisico, ''finalizzato a ridurre il volume dei rifiuti e a separare alcune frazioni merceologiche, quali i metalli, pu rispondere ai requisiti della norma comunitaria''. Per questo nel luglio 2010 stato imposto al gestore di ''installare delle unit di trito-vagliatura, presso la discarica sita in localit Malagrotta e, nelle more, di proseguire nello smaltimento''.

La societa' E.Giovi s.r.l. ha presentato ricorso al TAR, impugnando parzialmente l'Ordinanza n. Z0007 del 5 luglio 2010 di cui sopra, e con una successiva nota alla Regione Lazio il CO.LA.RI. (Consorzio Laziale Rifiuti, consorziata con la Societ E. Giovi s.r.l.) ha rappresentato ''che l'intervento imposto con l'Ordinanza suddetta risulta imponente per organizzazione tecnico-operativa ed economica e che lo stesso richiede tempi di realizzazione e investimenti notevoli'', e con una nota successiva ha trasmesso ''una relazione tecnica per la lavorazione ''accelerata'' dei rifiuti urbani differenziati negli impianti TMB di Malagrotta''.

Con l'ordinanza n. Z0012 del 31/12/2010 la Presidente Polverini, prende atto del percorso svolto in una lunga e articolata premessa affermando che: la Regione ha ''tenuto conto delle risultanze assunte (?) in merito all'individuazione di una soluzione che, medio tempore, possa scongiurare criticit ambientali che deriverebbero dall'interruzione delle attivit di smaltimento dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dai Comuni di Roma, di Ciampino e di Fiumicino e dalla Citt del Vaticano'', ha ''considerato che l'installazione delle unita' di trito-vagliatura, anche mobili, (?) consentirebbe di trattare le quantit di rifiuti urbani raccolti in modo indifferenziato non avviati agli impianti di T.M.B. tale da ottemperare pienamente a quanto previsto dall'art. 7, comma 1, del D.Lgs 36/2003 e s.m.i. in attesa che il complesso degli interventi previsti dalla programmazione regionale venga attuato'', ''considerato che comunque necessario assicurare quanto prima la piena messa in funzione degli impianti di TMB presenti nel comune di Roma'', e ancora ''considerato che, allo stato attuale, non possibile provvedere altrimenti e che la prosecuzione delle operazioni di smaltimento presso la discarica in oggetto, secondo modalit che comunque garantiscano un elevato livello di tutela della salute e dell'ambiente, rappresenta una soluzione necessaria ed urgente a tutela della salute pubblica e dell'ambiente'', ha ''ritenuto di dover consentire il proseguimento del servizio pubblico di smaltimento dei rifiuti urbani prodotti dal bacino di riferimento presso la citata discarica, in attesa dell'avvio a regime degli impianti di trattamento meccanico biologico e di quelli di termovalorizzazione, esistenti ed in fase di realizzazione''. (segue)

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