Cerca

Piemonte: Grosso su inchieste, se lobbing diventa reato magistratura deve intervenire

Cronaca

Torino, 17 giu. - (Adnkronos) - "L'attivita' lobbistica dei gruppi di interesse puo' essere un'attivita' lecita ma nel momento in cui si concretizza in un reato, con l'alterazione di una gara, il pagamento di una tangente o favori in corrispondenza ad atti della pubblica amministrazione, la magistratura non puo' fare altro che intervenire". E' l'analisi del professor Carlo Federico Grosso, penalista, vicepresidente del CSM dal '96 al '98 e oggi docente di diritto penale all'Universita' di Torino, in relazione alle due inchieste su sanita' e 'ndrangheta della procura torinese che nelle ultime settimane hanno travolto la politica piemontese.

Nelle carte delle due inchieste sono molti i nomi di esponenti politici trasversali agli schieramenti chiamati in causa a vario titolo. Non ultima, l'ormai ex assessore regionale alla Sanita', Caterina Ferrero, agli arresti domiciliari da mercoledi', accusata di turbativa d'asta in una gara per la fornitura di pannoloni per l'incontinenza, secondo la Procura annullata per favorire un accordo monopolistico con Federfarma, e abuso d'ufficio per l'affidamento diretto a una clinica privata della gestione del servizio di emodinamica all'ospedale di Chivasso (To).

"E' chiaro - prosegue Grosso - che se c'e' un'ipotesi di reato la magistratura non puo' non intervenire perche' ha l'obbligo dell'azione penale. Saranno poi ovviamente le indagini - conclude - a stabilire se effettivamente i reati sono stati commessi e le responsabilita' individuali".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog