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"L'omosessualità aberrazione genetica". Sul sindaco di Sulmona si scatena la bufera

Politica

Sulmona, 17 giu. (Adnkronos/Ign) - L'omosessualità è "una patologia", un'"aberrazione genetica". Parole, queste, dette nel 2006 dall'attuale sindaco di Sulmona Fabio Federico, allora consigliere comunale di An e oggi in forza nel Pdl. Dopo la diffusione su YouTube in questi giorni del filmato che le contiene, scoppia la polemica bipartisan contro il primo cittadino. Che intanto si difende: "Quello che è uscito sugli organi di informazione è una bufala, io non ho nulla contro i gay, anzi per dimostrarvelo quasi quasi divento anch'io omosessuale".

All'Adnkronos Federico spiega: "Sono fesserie di internet tratte da una mia intervista che durava un quarto d'ora e che invece è stata ridotta a soli 30 secondi. In quell'intervista - precisa il sindaco - dico esattamente il contrario di quanto è stato trasmesso sul web".

Dichiarazione, questa, che arriva dopo un'ondata di critiche. A partire dal ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna: "Le frasi pronunciate e le teorie enunciate da Fabio Federico sono assolutamente inaccettabili. Sono ancora più gravi perché sortite da un uomo che ricopre un importante e delicato incarico pubblico". "Nessuno - ammonisce il ministro Carfagna - dovrebbe mai confondere il normale dibattito sulle iniziative legislative in discussione in Parlamento, le posizioni politiche dei singoli, con il rispetto che è dovuto a ciascun uomo e a ciascuna donna e che è garantito dalla nostra Costituzione. Un conto è esprimere la propria opinione - sostiene - un altro è scadere in volgarità, provocazioni, offese e affermazioni antistoriche. L'Italia e il suo governo - conclude - ripudiano ogni forma di discriminazione, razzismo e omofobia, sono impegnati a prevenirle e a contrastarle con atti e azioni concrete''.

Di parole "aberranti e ancora più indegne perché espresse da un rappresentante delle istituzioni" parla Paola Concia, deputata del Pd. "Se Federico avesse un minimo rispetto per l'incarico ricoperto dovrebbe dare immediatamente le dimissioni" prosgue la parlamentare che afferma: "E' inquietante -prosegue la Concia- che il rappresentante di una comunità non si faccia scrupolo di offendere gratuitamente una parte dei suoi cittadini. Si tratta di affermazioni talmente assurde ed offensive da rendere assolutamente inutile qualsiasi tipo di confutazione logica. Simili tesi possono solo essere condannate in maniera immediata e totale".

Alla Concia fa eco il collega di partito Ignazio Marino, senatore del Pd: "Forse il sindaco di Sulmona non ha mai sentito parlare dell'Organizzazione mondiale della sanità e questo stupisce poiché anche lui è un medico. Oppure ignora che un organismo internazionale così autorevole e prestigioso ha definito, nel lontano 1990, l'omosessualità una 'variante naturale della sessualità', sottolineando quindi che essa non può in alcun modo essere associata al concetto di malattia?".

Direttamente da Sulmona interviene Paola Pelino, deputato Pdl a capo dell'azienda che nella città abruzzese produce i confetti più noti al mondo. "Si tratta di dichiarazioni strettamente personali del primo cittadino. Sulmona non è affatto una città omofoba".

"Ciò che vale sopra ogni cosa per me - spiega all'Adnkronos - è il rispetto delle altre persone. Bisogna evitare ogni forma di razzismo". Compresa quella contro gli omosessuali, ai quali l'azienda di famiglia ha addirittura dedicato una confezione di confetti ad hoc, non bianca, a ricordare la 'purezza' della sposa, bensì lilla, colore alternativo.

Dura la posizione di Vladimir Luxuria: "In un Paese normale ci sarebbe una mobilitazione tale da costringere" il sindaco di Sulmona, Fabio Federico, "alle dimissioni". "In realtà - afferma all'Adnkronos - quel che è aberrante è l'ignoranza di questo signore". Ignoranza che lo rende "indegno di governare una città come Sulmona", che si sentirà "senz'altro offesa dalle sue parole".

E' anche Gay Center a chiedere le dimissioni del sindaco Federico: "Chi ricopre incarichi pubblici in un Paese democratico non può incitare all'odio in modo così indecente. Il sindaco di Sulmona Fabio Federico deve dimettersi perché non può insultare lesbiche, gay e trans che sono cittadine e cittadini come tutti gli altri".

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