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Societa': il neuroeconomista, la paura in borsa colpa dell'amigdala

Economia

Milano, 17 giu. - (Adnkronos) - Anche sui mercati finanziari piu' complessi ed evoluti si muove l'uomo piu' primitivo. Che, per investire o disinvestire, usa una delle parti piu' ancestrali del cervello, l'amigdala. Una zona del sistema limbico che gestisce le emozioni e in particolare la paura e che di fronte alle ondate di panico in borsa detta una reazione velocissima: vendere.

"La decisione finanziaria -spiega all'ADNKRONOS Matteo Motterlini, professore di economia cognitiva e neuroeconomia all'Universita' San Raffaele di Milano- attiva aree del cervello che fanno parte del sistema limbico, quindi centri dell'emozione piu' che la corteccia frontale del cervello, deputata a intercettare scelte di tipo razionale. In particolare l'area coinvolta dalla paura e' l'amigdala che come mostrano alcuni recentissimi studi di neuroeconomia si attiva in modo particolare per intercettare l'avversione alle perdite: un aspetto psicologico del modo in cui trattiamo il denaro sviscerato dal premio nobel Daniel Kahneman per cui la nostra sensibilita' alle perdite e' molto maggiore, fino a piu' del doppio, di quella per le vincite".

Quando si prova paura, emozione abbastanza frequente quando si ha a che fare con il nervosismo dei mercati finanziari "parte un'attivazione molto intensa dell'amigdala", spiega Motterlini. E quando si compra un'azione o si effettua un investimento in borsa, "lo si fa tipicamente attraverso un'emozione di tipo anticipatorio, cioe' anticipando il piacere che un investimento di quel tipo provochera'. Nella relazione rischio-rendimento noi ci concentriamo in realta' sul rendimento e mettiamo in secondo piano il rischio". Nelle ondate di panico e paura che spesso si abbattono sui mercati succede esattamente l'opposto. "Tutta l'attenzione -sottolinea il neuroeconomista- e' sul rischio e sulla paura di perdere. In questo caso vendiamo le azioni attraverso una reazione non di tipo anticipatorio ma reattivo, che e' molto piu' veloce". Fenomeno che spiega il tipico andamento dei corsi azionari, che salgono lentamente e scendono molto velocemente. (segue)

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