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Afghanistan, Schifani visita il contigente italiano: militari esempio per la politica

Politica

Herat, 18 giu. (Adnkronos) - Prima visita di un'alta carica dello Stato nell'avamposto militare di Bala Murghab, a 170 chilometri a Nord di Herat, dove il presidente del Senato Renato Schifani ha incontrato i soldati del 183° reggimento dei paracatudisti della Nembo, sotto la guida del colonnello Marco Tuzzolino.

Situato in una zona desertica e circondata da aspre alture la base è la punta di lancia della presenza internazionale in Afghanistan per la lotta agli insurgents. Schifani, giunto in elicottero, ha visitato il campo, ricevuto gli onori dai militari ai quali ha ricordato quanto l'Italia sia orgogliosa e "vi rispetti, vi vuole bene ed è fiera e orgogliosa della vostra lotta per la democrazia" e la sicurezza in Afghanistan. "Penso - ha sottolineato il presidente del Senato - che l'esempio di questi ragazzi dovrebbe dare un messaggio alla politica italiana: si concentri sui problemi, si parli di innovazione, di riforme strutturali come quella del fisco e del sistema Paese. Il paese chiede questo - ha proseguito - di essere modernizzato e lo chiede in tutti i modi. Credo che sia questo il dovere della politica: porre al centro della propria agenda tali argomenti".

Schifani si è intrattenuto con i soldati, informandosi della situazione sul campo e sulla loro esperienza. Il presidente del Senato ha indossato un basco rosso dei paracadutisti e ha srotolato uno striscione con alcuni militari tifosi del Palermo, ha visitato la mensa e si è fatto illustrare le caratteristiche del campo dal colonnello Tuzzolino. Schifani ha ricordato che recentemente in occasione della parata del 2 giugno, Festa della Repubblica, il vicepresidente statunitense Biden "ci ha ringraziato per l'impegno dei nostri ragazzi a difesa della democrazia e nella lotta contro il terrorismo che non può fermarsi".

Alla domanda se la missione cambierà a partire dal prossimo mese con un possibile subentro delle forze afghane, la seconda carica dello Stato ha detto che "ci sarà una valutazione nel contesto internazionale e ma non c'è dubbio che l'impegno complessivo deve essere portato avanti alla luce dei risultati ottenuti finora. Il nostro lavoro nell'addestrare le forze di sicurezza afghane sta ottenendo grossi risultati e ciò fa ben sperare nella possibilità di un graduale disimpegno nel tempo, quando lasceremo il compito di tutelare la democrazia afghana a forze che siano all'altezza del compito. Più tali forze acquisiranno la capacità di controllo del territorio - ha concluso Schifani - meno sarà necessario il nostro impegno".

Prima di raggiungere l'avamposto di Bala Murghab, Schifani ha visitato Camp Arena, sede del comando della regione sotto responsabilità italiana. Qui ha assistito all'alzabandiera e ha tenuto un discorso ai militari dei reparti interforze ricordando che l'Italia "vede in voi la manifestazione di coesione nazionale attorno al valore dell'unità della patria che tante vite è costata".

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