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Berlusconi in aula al processo Mills. Attanasio: ''Mai dati quei 600mila dollari''

Cronaca

Milano, 18 giu. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi si è presentato questa mattina davanti ai giudici del processo milanese sul caso Mills, dove risponde di corruzione.

Fuori dal Palazzo di giustizia di Milano nessun fan, né contestatore del presidente del Consiglio, ma solo una schiera di giornalisti e fotografi. L'ultima volta che il premier si era presentato al tribunale meneghino era il 16 maggio scorso sempre per la vicenda Mills, quando in città si votava per il primo turno delle amministrative.

Il Cavaliere non ha rilasciato alcuna dichiarazione, né quando è arrivato né al termine dell'udienza. Berlusconi non ha voluto parlare con i giornalisti. Seduto al fianco dei suoi avvocati ha seguito le varie fasi in aula senza dire una parola. Il premier ha assistito per circa quattro ore all'udienza in cui c'è stata la testimonianza dell'armatore napoletano Diego Attanasio e poi è andato via senza fare dichiarazioni.

L'armatore Attanasio, testimone-chiave oggi al processo, in aula ha negato con decisione che la somma di denaro al centro del procedimento venga dal suo patrimonio. "Non ho mai regalato 600mila dollari a David Mills, né avrei avuto motivo per farlo" ha detto Attanasio. Per di più Mills "non mi ha mai detto di essersi trattenuto dai miei conti 600mila dollari".

Per l'accusa, è noto, Silvio Berlusconi si assicurò una testimonianza compiacente di David Mills compensandolo, appunto con 600mila dollari. Per la difesa del premier quella somma rintracciata dalla magistratura milanese proveniva in realtà dal patrimonio che Attanasio aveva dato in gestione a Mills. Tra il 1997 e il 2000, infatti, Mills gestì qualcosa come 10 milioni di dollari dell'armatore.

Il processo è stato aggiornato al 18 luglio. Il tribunale ha cancellato quattro udienze già fissate per il 20 e 27 giugno e per il 4 e 11 luglio dopo aver preso atto che i difensori di Berlusconi non intendono citare i loro testi prima che siano esauriti quelli dell'accusa.

"Da parte della difesa vi è un abuso di diritto", posto che in un procedimento come quello sul caso Mills, a rischio prescrizione "bisogna evitare con tutti i mezzi che questo evento infausto si verifichi" ha dichiarato il pm Fabio De Pasquale contrario ad un lungo rinvio del processo.

Una frase, quella del magistrato, che ha suscitato la reazione degli avvocati del premier. In particolare Piero Longo aveva già dichiarato di sentirsi "stanco perché il ritmo dei processi nei confronti di Silvio Berlusconi è per la verità abbastanza peculiare". Il tribunale, dopo una breve camera di consiglio, ha infine deciso di aggiornare i lavori al 18 luglio quando saranno sentiti in videoconferenza alcuni testi residenti in Svizzera citati dall'accusa.

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