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Omicidio Scazzi: legali Cosima contestano interpretazione intercettazione

Cronaca

Taranto, 18 giu. - (Adnkrnos) - Il colloquio si svolge in dialetto di Avetrana ma, secondo la Procura della repubblica di Taranto che l'ha inserita tra gli atti consegnati al Tribunale del Riesame che dovra' pronunciarsi sulla richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati Luigi Rella e Franco De Jaco, conterrebbe una prova del tentativo di Cosima Serrano di fare pressioni sul marito Michele Misseri e di convincerlo nel caso specifico ad attribuirsi la responsabilita' della violenza sul cadavere di Sarah Scazzi. Per la difesa, invece, e' una richiesta di verita' quella che la donna fa all'uomo.

''Non suggerisce assolutamente niente'', ha detto l'avvocato Rella ieri sera al termine della lunghissima udienza del Riesame. I due vengono intercettati il 23 maggio scorso mentre parlano in carcere. In quel momento Michele era detenuto mentre la moglie Cosima era libera. Tre giorni dopo verra' rinchiusa in carcere in base alla nuova ordinanza cautelare emessa dal gip Martino Rosati secondo la quale sarebbe responsabile di concorso morale dell'omicidio della nipote che, secondo il giudice e secondo la Procura, sarebbe stato commesso dalla figlia Sabrina. Qualche giorno dopo il marito verra' scarcerato.

I due parlano delle regalie che Michele avrebbe dato di nascosto qualche volta a Sarah, circa 5 euro, una circostanza gia' emersa nel corso delle indagini. Cosima gli chiede il motivo di questa segretezza. ''...motivo non ce n'e ma se tu vuoi che dica che l'ho violentata lo dico''', risponde l'uomo. ''No, no la verita', la verita'.....'', chiede Cosima. ''....no, che tu stai facendo capire cosi'.. (ca tu sta faci capi' cussi')'', replica Michele. Poi passano di nuovo a parlare delle regalie. (segue)

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