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Benedetto XVI: ''Non dimenticare famiglie in crisi. Troppa precarietà per i giovani''

Cronaca

Città del Vaticano, 19 giu. (Adnkronos/Ign) - Nell'epoca attuale la fede e la missione dei cristiani incontrano sempre nuove difficoltà anche dovute al diffondersi "di modelli edonistici che ottenebrano la mente e rischiano di annullare ogni moralità". Si è espresso in questi termini Benedetto XVI questa mattina nella messa tenuta nello Stadio Serravalle a San Marino dove si è recato per una visita pastorale di poche ore.

''Non vanno dimenticate - ha detto tra l'altro il Papa - la crisi di non poche famiglie, aggravata dalla diffusa fragilità psicologica e spirituale dei coniugi, come pure la fatica sperimentata da molti educatori nell'ottenere continuità formativa nei giovani, condizionati da molteplici precarietà, prima fra tutte quella del ruolo sociale e della possibilità lavorativa''.

Poi all'Angelus ha rivolto un appello alle autorità civili affinché garantiscano la giusta accoglienza ai rifugiati costretti a fuggire dai loro Paesi. ''Desidero ricordare - ha detto il Papa - che domani ricorre la Giornata Mondiale del Rifugiato. In tale circostanza, quest'anno si celebra il sessantesimo anniversario dell'adozione della Convenzione internazionale che tutela quanti sono perseguitati e costretti a fuggire dai propri Paesi''. ''Invito quindi - ha aggiunto - le autorità civili ed ogni persona di buona volontà a garantire accoglienza e degne condizioni di vita ai rifugiati, in attesa che possano ritornare in Patria liberamente e in sicurezza''.

Sul lavoro è intervenuto da Genova anche l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, nella sua omelia pronunciata al santuario della Madonna della Guardia. "Il problema dell'occupazione non è calato ma, semmai, accresciuto. E i timori per il futuro non sono ingiustificati" ha detto Bagnasco, aggiungendo che la chiesa genovese "è convinta che, se la famiglia fondata sul matrimonio è la cellula vitale della società, il lavoro dignitoso e certo è un ulteriore elemento per la serenità e la stabilità di ogni individuo e quindi condizione perché ognuno possa partecipare alla casa comune".

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