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Mostra: ''La Via Appia. Laboratorio di mondi possibili tra ferite ancora aperte''

Cultura

Roma, 20 giu. (Adnkronos) - "Per tutta la sua lunghezza, per un chilometro e piu' da una parte e dall'altra la via Appia era un monumento unico da salvare religiosamente intatto, per la sua storia e per le sue leggende, per le sue rovine e per i suoi alberi, per la campagna e per il paesaggio, per la vista, la solitudine, il silenzio, per la sua luce, le sue albe e i suoi tramonti. Andava salvata religiosamente perche' da secoli gli uomini di talento di tutto il mondo l'avevano amata, descritta, dipinta, cantata, trasformandola in realta' fantastica, in momento dello spirito, creando un'opera d'arte di un'opera d'arte: la Via Appia era intoccabile, come l'Acropoli di Atene'' (A. Cederna, da I Gangsters dell'Appia, Il Mondo 8 Settembre 1953).

La mostra fotografica ''La via Appia. Laboratorio di mondi possibili'' vuole essere un contributo alla conoscenza della storia recente dell'Appia. E' allestita nella sede di Capo di Bove, sulla Via Appia, acquistata nel 2002 dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma per accrescere il patrimonio pubblico dell'Appia e incrementare la conoscenza di questi luoghi dell'antichita'. Oggi Capo di Bove e' laboratorio di molteplici attivita': punto di incontri culturali, sosta per la visita dell'antica strada e dei suoi monumenti, sede dell'archivio di Antonio Cederna e del Sistema Informativo dell'Appia. (segue)

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