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Libia, Frattini: ''No a ritiri unilaterali, le missioni internazionali sono utili''

Esteri

Lussemburgo, 20 giu. (Adnkronos) - "No a ritiri unilaterali, le missioni internazionali sono utili". Al suo arrivo a Lussemburgo per la riunione dei capi delle diplomazie dei 27, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha replicato così al leader della Lega Umberto Bossi, che ieri da Pontida ha sottolineato come "per abbassare la pressione fiscale i soldi si possono trovare diminuendo le missioni di guerra che costano moltissimo".

"Le missioni (militari) internazionali sono certamente utili e devono essere affrontate ovviamente in un quadro di collaborazione internazionale - ha sottolineato il titolare della Farnesina - Non ci sono ritiri unilaterali, ma neanche status quo a tempo indeterminato".

Frattini ha in proposito fatto presente che, "come è noto, abbiamo già avviato una revisione graduale concordata" della nostra presenza militare "nei Balcani, ad esempio, e in Libano". "Si tratta di iniziative che concordiamo con gli alleati, con le Nazioni Unite e con la Nato", ha insistito il ministro, ricordando che "il 6 luglio ci sarà una riunione del Consiglio supremo di difesa, che evidentemente ha una voce in capitolo importante".

Parlando poi del raid Nato in cui sono morti alcuni civili, Frattini ha sottolineato: in Libia "la Nato è alla prova della sua credibilità". Non si può ''correre il rischio di uccidere civili", ha aggiunto.

Il rischio di fare vittime civili, secondo quanto ammonito da Frattini, "è un qualcosa che non va assolutamente bene". Tra l'altro, secondo il titolare della Farnesina, "non si può neanche avere questa carenza di comunicazione all'opinione pubblica che non contrasta la propaganda mediatica di Gheddafi, questo è un qualcosa su cui la Nato deve riflettere".

Il ministro degli Esteri auspica che una soluzione alla crisi in Libia sia trovata prima di settembre, limite posto dalla Nato per la conclusione dell'operazione 'Unified Protector', secondo quanto deciso nei giorni scorsi. "C'è un limite molto chiaro, è stato posto dalla Nato a settembre - ha detto Frattini, rispondendo alla domanda se l'Italia continuerà i raid - Io credo che, al di là dei bombardamenti, una soluzione si debba trovare molto prima di settembre".

"Dobbiamo lavorare duramente per una soluzione politica", ha ribadito Frattini da Lussemburgo, ricordando che "questa settimana ci sarà una conferenza" a Roma con i leader delle assemblee tribali libiche "per parlare di riconciliazione, sarà un'opportunità molto importante per discutere della pace".

Il titolare della Farnesina ha poi respinto la tesi secondo cui, se l'Italia non partecipasse ai bombardamenti in Libia, non sarebbe invasa dai flussi di migranti. "Noi siamo comunque in prima fila - ha sottolineato - L'Italia è il primo porto di destinazione, tutti quelli che se ne vanno dalla Libia vengono anzitutto in Italia, che l'Italia ci sia o non ci sia (nell'operazione militare della Nato, ndr) non è che Gheddafi ci fa la graziosa concessione di tenerceli e di mandarli in Spagna".

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