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Tunisia: Ben Ali, un'ignominia l'accusa di detenzione di droghe e armi

Esteri

Tunisi, 20 giu. - (Adnkronos/Aki) - L'accusa del ritrovamento di sostanze stupefacenti all'interno di uno dei palazzi in cui l'ex presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Ali viveva con la moglie Leila e' ''un'ignominia e una menzogna''. E' lo stesso ex capo di Stato a sostenerlo, in un comunicato affidato a uno dei suoi cinque avvocati nominati d'ufficio, Jean-Yves Le Borgne. Nel corso della prima udienza del processo iniziato oggi in contumacia, Ben Ali ha anche fatto sapere tramite il suo avvocato di non aver mai accumulato denaro pubblico a uso personale e ha sostenuto che la maggior parte delle armi trovate nel palazzo presidenziale erano doni di altri capi di Stato giunti in visita in Tunisia.

"Per quanto concerne l'accusa sul ritrovamento di droghe, questa e' una menzogna e una ignominia. E' assurdo e diffamatorio'', prosegue il testo preparato da Ben Ali, che si trova a Gedda, in Arabia Saudita, da quando ha lasciato il potere il 14 gennaio. ''Il processo non ha altro scopo se non quello di accusare il presidente di ieri'', ha sottolineato Ben Ali, 74 anni. ''Ho dedicato la mia vita al mio Paese - ha concluso l'ex presidente - e aspiro, al crepuscolo della mia esistenza, a preservare il mio onore''.

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