Cerca

Napoli: gip Milano, pesante ombra su gestione Comune

Cronaca

Milano, 20 giu. (Adnkronos) - Si parla di "una pesante ombra sulle modalita' di gestione da parte del Comune di Napoli" nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Micaela Curami per gli amministratori di Aip srl (Azienda Italiana Pubblicita'), la societa' di via Matteo Bandello a Milano che per dieci anni avrebbe riscosso i tributi di Napoli e di altri comuni, intascandosi oltre 50 milioni di euro. Nell'ambito di questa indagine la Gdf di Milano ha arrestato oggi 5 persone. In tutto gli indagati sono dieci e tra questi risulta anche un dirigente del Comune di Napoli iscritto nel registro degli indagati. Illustrando l'ipotesi di peculato, una delle accuse rivolte agli arrestati, la Curami ricostruisce lo sviluppo del rapporto tra la societa' e l'amministrazione di Napoli articolandolo in tre fasi e parlando di un'"opaca situazione" che permane nel tempo.

Secondo gli inquirenti, inoltre, Gabriella Amati e Angelo Maj, amministratori di fatto della Aip srl, dal 2001 al fallimento dichiarato nel 2009, avrebbero gestito gli incassi dei tributi che la societa' concessionaria riscuoteva per conto dei Comuni, come se si trattasse di denaro e beni propri. Nella sua ordinanza, infatti, il gip Micaela Curami evidenzia che gia' il curatore fallimentare della societa', nella querela depositata il 17 settembre 2010, segnalava "come da una prima analisi della contabilita' fosse emerso che Aip, pur avendo riscosso i tributi di spettanza dei Comuni in nome e per conto dei quali svolgeva l'attivita' di esazione, non aveva provveduto a effettuare i dovuti riversamenti in favore degli stessi" e che anzi emergeva "che proprio tali somme erano state oggetto di distrazione da parte degli amministratori di fatto della societa'".

Dalle indagini svolte dal nucleo di polizia giudiziaria della Guardia di finanza, in seguito "e' emerso in modo inequivocabile che le liquidita' a disposizione della fallita (liquidita' che per la quasi totalita') sono state gesitte da parte dei coniugi Maj-Amati come se si trattasse di denaro e beni propri di cui poter disporre liberamente, e senza limiti, senza rendere conto a nessuno".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog