Cerca

Immigrati: Vaticano, no a chiusura frontiere garantire diritti a rifugiati

Cronaca

Citta' del Vaticano, 20 giu. - (Adnkronos) - E' necessario aprire le frontiere ai rifugiati, ''la chiusura non e' la risposta. I Paesi dovrebbero garantire i diritti dei rifugiati ed agire d'accordo con la Convenzione del 1951, che prevede di assistere coloro che hanno bisogno, di accoglierli, e di trattarli come gli stessi cittadini''. E' quanto afferma, alla Radio Vaticana, l'arcivescovo Antonio Maria Veglio', presidente del dicastero per i migranti in linea con quanto richiesto con l'Unhcr, l'alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite.

Secondo Veglio', i 15mila libici giunti in Italia non possono costituire un problema a fronte delle centinaia di migliaia di profughi che sono stati ospitati dal altri Paesi del sud del mondo. In merito alla crisi che si e' aperta in nord Africa, Veglio' ha precisato che si tratta di una "sfida notevole, specialmente in Tunisia, in Egitto e Libia. Cerchiamo pero' di guardare questo problema nelle sue reali proporzioni. La Tunisia ha accolto mezzo milione di persone, di cui 290.000 libici".

"L'Egitto - ha proseguito - ne ha accolte 340.000, di cui 161.000 dalla Libia. Piu' di un milione di persone ha lasciato la Libia. In Italia sono giunti 15.000 libici richiedenti asilo, cio' non dovrebbe essere un problema''. Quindi il rappresentante vaticano ha spiegato: ''altri Paesi industrializzati hanno fatto fronte a situazioni simili e vari 'Paesi del Sud' stanno ospitando un grande numero di rifugiati. La Liberia, ad esempio, ha accolto circa 200.000 Ivoriani. Alcune Nazioni industrializzate dichiarano che i rifugiati dovrebbero rimanere nella regione del Nord Africa. Questo e' esattamente cio' che sta accadendo nei riguardi dei Libici che arrivano in Italia e in altri Paesi europei''. (segue)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog