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Difesa: Arpino, Caoc di Poggio Renatico non puo' chiudere

Cronaca

Roma, 20 giu. - (Adnkronos) - "Il Caoc di Poggio Renatico riguarda una questione che e' squisitamente tecnica o, se vogliamo, politica nel senso alto della parola; non deve prestarsi a piccole polemiche interne". E' quanto afferma, sentito dall'Adnkronos, il generale Mario Arpino, gia' capo di stato maggiore della Difesa, commentando la decisione presa nella riunione della Nato di Bruxelles lo scorso 13 giugno, che prevede la riduzione dei Caoc europei e il trasferimento in Spagna del Centro di comando e controllo radar che ora ha sede vicino a Ferrara.

Per Arpino, "una cosa e' certa: il Caoc di Poggio Renatico non puo' chiudere e il risparmio realizzato dalla Nato dovra' in qualche modo essere 'finanziato' dall'Italia, per garantire il controllo della sua sovranita' aerea e quella di Slovenia e Albania, che a noi l'hanno delegata. In tal senso, possiamo parlare di una perdita secca per il nostro Paese". Ma, prosegue l'ex capo di Smd, "il bicchiere puo' essere visto non solo mezzo vuoto ma anche mezzo pieno".

Spiega infatti Arpino: "Per questa rinuncia, l'Italia ha sicuramente accumulato un credito, non sappiamo quale, di natura finanziaria o politica, che sara' spendibile in futuro. Stento infatti a credere che simili decisioni possano essere prese dalla Nato improvvisandole e basandole addirittura sulla presenza o l'assenza o i ritardi di un ministro della Difesa alla riunione. Sono scelte che vengono preparate per tempo, valutate e concordate. In ogni caso - conclude Arpino - sono decisioni che richiedono tempo per essere concretizzate e dunque consentono sempre di apportare i necessari interventi correttivi".

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