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Inmmigrati: Toscana, i profughi diventano attori per un giorno

Cronaca

Firenze, 20 giu. - (Adnkronos) - Una grande festa: i profughi sul palco, a raccont are la loro storia, e un paese intero raccolto ad ascoltarla. ''Una sola famiglia umana'' c'e' scritto sul volantino che davvero tante persone ha portato a teatro. E non poteva esserci miglior titolo di questa citazione di papa Benedetto XVI per un evento cosi' congeniato. A Bagnone in provincia di Massa-Carrara, piccolo comune della Lunigiana - ma piccolo solo per numero di abitanti, meno di duemila: un castello abbarbicato sul colle e diventato nei secoli paese, circondato da altre venti frazioni - hanno festeggiato cosi' ieri la giornata mondiale del rifugiato e l'anno europeo del volontariato. L'hanno fatto facendo raccontare la loro storia ai tredici ragazzi nigeriani, fuggiti dalla Libia ed ospiti da un mese nel paese: tredici ragazzi tra gli oltre mille e cento accolti in Toscana da aprile alla ricerca di un destino migliore, come i tunisini dei primi sbarchi, o in fuga dalla guerra, come i profughi giunti dalla Libia da maggio. L'hanno fatto trasformando quelle storie in una rappresentazione teatrale e quei ragazzi in attori.

A calcare il palco domenica, emozionatissimi, sono stati infatti proprio loro. Hanno suonato anche e ballato, per spiegare con le emozioni e con la musica la loro cultura. Hanno raccontato, in inglese, l'arrivo e la vita in Libia, il deserto attraversato a piedi, la traversata verso Lampedusa e l'ultimo approdo a Bagnone: eventi di cui i ragazzi hanno saputo sciogliere anche la drammaticita' con qualche passaggio piu' comico, possibile solo a chi si sente ora tranquillo e sereno e con minore ansia puo' guardarsi indietro. E chi c'era confessa davvero di essersi divertito.

Due ore e mezzo di festa e spettacolo, fino alle undici e mezzo di notte. C'era praticamente tutto il paese nel teatro comunale. I ragazzi nigeriani ospiti di Bagnone sono del resto conosciuti nel borgo. Ci vivono: die ci in paese, tre in una colonica poco fuori. Ogni giorno frequentano per un'ora e mezzo al pomeriggio un corso d'italiano, adottati dall'onlus ''Donne di Luna'' che svolge i servizi di mediazione. (segue)

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