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Inmmigrati: Toscana, i profughi diventano attori per un giorno (2)

Cronaca

(Adnkronos) - La mattina invece sono impegnati in piccoli lavori di pubblica utilita': con la Misericordia, con gli alpini della Protezione civile, con i Fratres donatori di sangue, con l'Alfa Victor ed altre associazioni. Il Comune ha messo a loro disposizione anche una saletta con computer collegati ad internet. Molti si sono iscritti a facebook e mantengono cosi' i contatti con le famiglie, gli amici e i parenti rimasti in Africa.

''Sono stati proprio i ragazzi a chiedere di organizzare qualcosa per ringraziare il paese che li ha accolti e trasmettere allo stesso tempo una parte della loro cultura - racconta il sindaco di Bagnone, Gianfranco Lazzeroni - Il teatro e' stata la scelta ovvia e naturale: un modo anche per creare una ret e di contatti sul territorio e quella condivisa disponibilita' senza cui non sarebbe possibile integrazione''.

Ma nel teatro comunale domenica sera non c'era solo Bagnone. C'erano gli altri comuni della Lunigiana: Aulla, Fosdinovo e Villafranca. C'erano gli altri profughi e migranti: una quarantina sono gli ospiti in Lunigiana. Parlano francese e c'era chi, l'altra sera, traduceva loro quelle che accadeva sul palco. C'erano le associazioni del volontariato, il vescovo e le istituzioni. Perche'? ''Perche' l'esperienza di accoglienza che le nostre comunita' stanno vivendo e' la naturale risposta di solidarieta' verso il proprio simile in difficolta' ma anche un'occasione di crescita'' spiega ancora il sindaco di Bagnone, Gianfranco Lazzeroni. Perche' la storia dei tredici ragazzi e' in fondo la storia di tanti altri e potrebbe essere domani anche la storia nostr a. E come tale va vissuta assieme, come un'unica grande famiglia. Quella umana, appunto.

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