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Mafia: sequestrati beni per oltre un mln a due imprenditori (2)

Cronaca

(Adnkronos) - Gino Guzzo, che negli anni '80 ha ricoperto la carica di consigliere comunale del comune di Montevago (Agrigento), e' stato arrestato, su richiesta della Dda di Palermo, il 28 ottobre del 1993, insieme ad altre 23 persone, nell'ambito dell'operazione 'Avana', con l'accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il 16 luglio del 1996 e' stato condannato dal Tribunale di Sciacca ad otto anni di reclusione, pena confermata in appello. Nel processo 'Avana' e' emerso, infatti, che era il braccio destro del capo-mandamento di Montevago, Francesco La Rocca, che aveva avuto rapporti influenti anche con boss di spessore agrigentini e trapanesi, che aveva partecipato insieme a Accursio Dimino (personaggio di spessore nel sodalizio mafioso del comprensorio saccense) all'organizzazione di un piano per uccidere alcune guardie penitenziarie.

Il Tribunale di Agrigento, con decreto emesso nel gennaio 1995, a conferma della pericolosita' sociale di Guzzo, ha imposto la Sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per 3 anni. Nel luglio del 2008 e' arrivato l'arresto nell'ambito dell'operazione 'Scacco Matto', che ha sgominato un'associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata ad acquisire la gestione di attivita' economiche ed appalti di opere pubbliche nel settore edile e turistico-alberghiero, il controllo della fornitura di calcestruzzo, automezzi e manodopera specializzata. L'inchiesta colpi' le famiglie mafiose agrigentine di Sciacca, Menfi, Santa Margherita Belice, Montevago, Sambuca di Sicilia, Burgio, Lucca Sicula, Villafranca Sicula e del mandamento di Ribera. (segue)

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