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Delitto Melania, indagato il marito E' accusato di omicidio volontario "Sono tranquillo, nulla da temere"

Cronaca

Ascoli, 21 giu. (Adnkronos) - A circa due mesi dall'omicidio di Carmela Melania Rea, la donna di 29 anni scomparsa il 18 aprile scorso e trovata uccisa a coltellate due giorni dopo nel bosco delle Casermette a Ripe di Civitella, nel teramano, il marito Salvatore Parolisi è stato iscritto nel registro degli indagati. L'accusa è di omicidio volontario.

''Salvatore si è dichiarato tranquillo, perché non ha niente da temere", ha detto all'Adnkronos l'avvocato Walter Biscotti, legale insieme a Nicodemo Gentile del caporalmaggiore, annunciando che il suo assistito sarà interrogato dai pm venerdì prossimo e chiamando in causa stampa e tv per quello che ha definito un vero e proprio ''linciaggio mediatico''.

In ogni caso l'iscrizione di Parolisi nel registro degli indagati è il primo passo compiuto dagli inquirenti sulla strada verso la soluzione di un caso apparso fin da subito difficilissimo e che gli stessi investigatori non hanno esitato a definire più volte un rompicapo. La decisione della procura di Ascoli Piceno potrebbe essere maturata nell'ambito delle indagini effettuate sul telefonino buttato via dal marito di Melania e recuperato a oltre un mese dal delitto vicino a un campo sportivo di Villa Pigna, frazione di Folignano.

''Ora basta con queste storie del tradimento - si era giustificato Parolisi - Io mi sono disfatto di questo telefono, non ho nulla da nascondere. Ho dichiarato a tutta l'Italia di aver tradito mia moglie. Ora basta. Si ripete sempre la stessa cosa. Sì, me ne sono liberato di quel telefono, non l'ho spaccato. L'ho buttato perché volevo staccare da tutte queste accuse che mi stanno facendo''.

Sin dall'inizio l'attenzione degli inquirenti si è concentrata sul caporalmaggiore Parolisi che è infatti già stato sentito diverse volte come persona informata sui fatti, ma evidentemente la sua versione non ha convinto i pm che indagano sull'omcidio. In primis nessun testimone ha confermato la presenza di Melania Rea a Colle San Marco il giorno della sua scomparsa, come invece ha sempre sostenuto il marito. Una circostanza che naturalmente non significa che Parolisi non dica il vero, ma che comunque non consente di trovare ulteriori riscontri alla sua versione.

Le indagini effettuate in questi due mesi hanno portato gli inquirenti a scavare nell'ambito di lavoro del caporalmaggiore. Sono comunque ancora molti i punti che restano da chiarire. In particolare, gli investigatori non sono ancora riusciti a rintracciare il misterioso telefonista che il 20 aprile scorso segnalò al 113 la presenza del corpo di Melania Rea, un uomo anziano, stando alla voce, e con un forte accento abruzzese. E' stato invece ritenuto poco attendibile dagli investigatori il racconto dell'anziano che, con una telefonata al 'Corriere Adriatico' la sera del 26 maggio, aveva detto di aver visto la vittima il giorno della scomparsa, litigare con il marito, per poi salire su un'auto dove ad attenderla c'erano tre persone.

Agli elementi sull'inchiesta per l'omicidio si aggiunge quello del cellulare della donna che ha squillato fino alle 19 circa del 18 aprile, giorno in cui la 29enne di Somma Vesuviana sarebbe scomparsa . Dopo le 19, il cellulare di Melania non ha più squillato alle numerose chiamate di chi la stava cercando, la maggior parte della famiglia preoccupatissima, ma ha ripreso a farlo un giorno e mezzo dopo, la mattina del 20 aprile, in quel mercoledì in cui, nel pomeriggio, è stata ritrovata senza vita.

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