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Immigrati: Fondazione Moressa, anche gli imprenditori stranieri soffrono la crisi (5)

Economia

(Adnkronos) - ''Gli imprenditori stranieri non si scoraggiano di fronte alla crisi: la loro intenzione di continuare a portare avanti la propria attivita' - affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa - e' segno di forte integrazione, perche' l'imprenditore straniero provvede ad effettuare progetti di investimento economico e umano di lunga durata, mettendosi in gioco e rischiando in prima persona. L'imprenditore straniero si inserisce con il suo lavoro in una rete di rapporti e di conoscenze nel mercato in cui opera, confermato dal fatto che la clientela e' in prevalenza italiana, anche se la manodopera impiegata nell'impresa e' ancora per la maggior parte straniera. Essere imprenditore per un cittadino straniero significa interpretare un modello di ascensione sociale ed economica, dove il fattore umano gioca un ruolo importante: gli stranieri diventano imprenditori solo dopo aver valorizzato la propria professionalita' come dipendente e per rispondere ad un'esigenza di autonomia, anche per guadagnare di piu'''.

''Il processo di integrazione degli stranieri, che passa anche per il lavoro autonomo, deve essere adeguatamente governato: gli imprenditori stranieri devono disporre dei medesimi strumenti di sviluppo economico offerti agli italiani (come ad esempio l'accesso al credito o il sussidio agli investimenti) dal momento che le problematiche affrontate dagli stranieri non sono molto diverse da quelle degli italiani, data anche la piccola dimensione delle imprese da loro condotte'', concludono i ricrecatori della Fondazione Moressa.

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